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Tether minta un altro miliardo di stablecoin USDT e si prepara alla bull run dei prossimi mesi

Ieri pomeriggio, l’emittente di stablecoin Tether ha finalizzato il minting di 1 miliardo di USDT, aggiungendo alla propria Treasury un equivalente di 1,000,497,499 dollari statunitensi.

Si tratta dell’ennesimo aumento della fornitura circolante di Tether che negli ultimi giorni sta aggiungendo sempre più carburante ai mercati finanziari crittografici.

Solitamente queste attività di minting così frequenti precedono periodi in cui Bitcoin o di altre criptovalute crescono di prezzo, essendo la caratteristica principale delle stablecoin quella di essere utilizzata come controparte per il trading.

Nel frattempo diversi indirizzi che hanno depositato fondi presso la Treasury di Tether stanno inviando i propri USDT a vari exchange centralizzati, verosimilmente con l’idea di scambiarli per BTC o altcoin.

Tutti i dettagli di seguito.

Tether ed il minting di 1 miliardo di USDT: la capitalizzazione della stablecoin supera i 94 miliardi di dollari

L’ascesa di Tether, emittente della stablecoin USDT, sembra non fermarsi più: ieri un altro miliardo di token è stato emesso sulla blockchain di Ethereum, aggiungendo un controvalore in dollari pressoché identico alla treasury dell’azienda.

Il minting dei nuovi USDT segue ulteriori aumenti della fornitura circolante della stablecoin, che nell’ultima settimana ha aggiunto circa 2,25 miliardi di dollari in capitalizzazione.

Nell’ultimo mese la crescita è stata di oltre 4 miliardi, mentre se consideriamo l’ultimo anno i numeri salgono a ben 28 miliardi di dollari.

Rispetto ad altri competitori come USDC, DAI e TUSD, Tether sta accrescendo la propria presenza sui mercati di criptovalute, aumentando la liquidità disponibile per gli scambi e spingendo i rialzi delle principali monete crittografiche del settore.

Grazie al suo contributo, Tether sta spingendo la crescita della capitalizzazione complessivo del mercato stablecoin, in salita da ormai 15 settimane consecutive.

Secondo i dati presentati da The Block, la risorsa USDT vanta ora una presenza di circa 48,9 miliardi di token sulla rete Tron e 44 miliardi sulla rete Ethereum, oltre ad una partecipazione minima su altre blockchain come BSC, Arbitrum e Solana.

Dal 2020 in poi la società con base operativa ad Hong Kong e sede legale alle Isole Vergini Britanniche, è cresciuta esponenzialmente senza particolari fasi di depressione.

In merito all’ultima “stampa” di ieri con cui sono stati emessi  1 miliardo di USDT, il CTO di Tether Paolo Ardoino ha preso parola su X per spiegare ai propri stakeholders della natura di questa operazione.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso, il minting è stato eseguito per necessità di inventario sulla blockchain di Ethereum

Nella realtà, la transazioni è stata autorizzata ma non emessa: ciò significa che quel miliardo di denaro crittografico ancora non è disponibile in forma liquida sui mercati ma verrà utilizzato in futuro per effettuare richieste di minting e chain swaps.

Normalmente l’operazione di creazione di nuove stablecoin da parte di Tether precede un periodo di rialzo dei maggiori crypto asset, visto che USDT rappresenta la controparte più utilizzata al mondo per il trading su CEX. 

In sostanza quando vengono emessi sul mercato nuovi USDT, solitamente è perché devono essere utilizzati per acquistare BTC, ETH o raramente altre altcoin.

Bull run in arrivo: le whales si preparano inviando USDT sugli exchange

Tralasciando l’ultimo minting del valore di 1 miliardo di USDT effettuato da Tether, il cui scopo è stato rivelando dallo stesso CTO dell’azienda poco dopo, possiamo affermare che generalmente molte whales si stanno preparando alla prossima bull run del mercato crypto aggiungendo stablecoin ai propri wallet.

A tal proposito sono molte le segnalazioni registrate negli ultimi giorni dagli analisti di dati on-chain che segnalano su X flussi di USDT sospetti verso i maggiori exchange del settore.

Quando una stablecoin viene inviata su uno scambio centralizzato, solitamente è perché deve essere utilizzata per acquistare una risorsa volatile come BTC o ETH.

Al contrario, quando BTC o ETH vengono trasferiti da wallet privati ad exchange è perché tendenzialmente vogliono essere venduti sfruttando un mercato più liquido delle alternative decentralizzate o P2P.

Poche ore fa l’account “Tether Monitor” ha evidenziato come un utente abbia trasferito ben 45 milioni di USDT da Tether a Bitfinex, sfruttando la rete crittografica di Ethereum.

L’influencer “Evan Luthra”, invece, ha segnalato un caso decisamente più significativo, dove un indirizzo anonimo sembrerebbe aver accumulato in 3 mesi oltre 2,8 miliardi di dollari.

Questo denaro proprio negli ultimi giorni ha iniziato ad essere trasferito su exchange come Coinbase, Kraken ed Okx.

La whale ha accumulato liquidità per mesi ed ora vuole utilizzarla per spingere un rally su Bitcoin, Ethereum ed il resto del mercato

Da notare inoltre come questi movimenti solitamente arrivano magicamente in concomitanza di eventi molto importanti per il mercato delle criptovalute.

L’ultima strana coincidenza riguarda un utente sconosciuto che, ieri, ha inviato 160 milioni di USDT ad una moltitudine di piattaforme centralizzate, poche ore prima che avvenisse la fake news dell’approvazione dell’ETF spot Bitcoin da parte della SEC.

Il flusso dei dati on-chain è stato riportato dalla società Scopescan che ha notato il timing impeccabile con cui sono avvenute le operazioni.

Fermo restando che qui non si vuole supportare tesi di carattere complottista (non avendo tra l’altro dati che confermano questa strana relazione), rimane comunque il beneficio del dubbio di un trasferimento di fondi particolarmente ingente, avvenuto in un momento particolarmente attenzionato dagli investitori, in concomitanza di uno scandalo (fake news della SEC) che rimane particolarmente dubbio agli occhi dei soggetti più esperti di violazione di dati.

Sia chiaro, non stiamo incolpando nessuno, ma sembra proprio che qui di fronte ci sia l’indirizzo di un insider che sapeva benissimo cosa sarebbe successo ieri sera sull’account x della commissione di vigilanza dei mercati.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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