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FTX ottiene l’autorizzazione per vendere 873 milioni di dollari dei trust Grayscale e Bitwise

“Kroll Restructuring Administration LLC”, società incaricata di riorganizzare l’ormai fallito exchange di criptovalute FTX, ha ottenuto ieri l’approvazione di un tribunale fallimentare del Delaware per liquidare asset dei trust Grayscale e Bitwise per un valore di circa 873 milioni di dollari.

Con la nuova liquidità in arrivo si avvicina così ancora di più la possibilità di una ripartenza di FTX, data per spacciata ad un anno fa.

Non è ancora detto però che questi beni verranno liquidati immediatamente: infatti visti i recenti rally del mercato crypto e visto la recente diminuzione degli sconti sul NAV dei trust in questione, è probabile che gli amministratori di Kroll attenderanno qualche settimana prima di monetizzare il tutto.

Gli effetti di queste potenziali vendite sui prezzi di Bitcoin ed Ethereum sono totalmente trascurabili.

Vediamo tutti i dettagli di seguito.

FTX ottiene l’approvazione del giudice per vendere i suoi trust delle società Grayscale e Bitwise

Ieri, un tribunale fallimentare del Delaware ha approvato la richiesta di “Kroll Restructuring Administration LCC”, società di ristrutturazione aziendale incaricata di gestire la bancarotta di FTX, per vendere alcuni bene in possesso dell’exchange come i trust emessi dalle società Grayscale e Bitwise.

Non sappiamo ancora se e quando questi asset verranno liquidati per far spazio a presunte manovre di riapertura di FTX, di cui si parlava un mese fa quando il broker ha ricevuto ben 3 proposte differenti di acquisizione. 

Kroll infatti non è obbligato a vendere a mercati tutti i trust, ma ha ricevuto solo l’approvazione necessaria per farlo.

nella dichiarazione del giudice John Dorsey, che ha accolto una mozione di inizio novembre, si può leggere chiaramente che:

“I debitori sono autorizzati, ma non obbligati, a eseguire la vendita dei beni fiduciari, secondo il loro ragionevole giudizio commerciale, in conformità con le seguenti procedure di vendita”

Secondo una precedente dichiarazione del tribunale, datata 25 ottobre 2023, l’organizzazione con sede alle Bahamas di Sam Bankman Fried deteneva un bilancio di circa 744 milioni di dollari in sei fondi crittografici tra cui, tra cui  ci sono i nomi di Grayscale Bitcoin Trust, Grayscale Ethereum Trust, Bitwise 10 Crypto Index Fund, Grayscale Ethereum Classic Trust, Grayscale Litecoin Trust e Grayscale Digital Large Cap Trust.

La partecipazione più massiccia è sui fondi di Grayscale, GBTC ed ETHE dove contiamo complessivamente 684 milioni di dollari.

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Ad oggi il valore di questi trust è aumentato fino ad arrivare alla cifra complessiva di 873 milioni di dollari, che potrebbe essere incassata a breve da FTX.

Le condizioni bullish del mercato crypto però, potrebbero influire sulla la decision di Kroll di monetizzare questi beni: i fondi di Grayscale su Bitcoin  ed Ethereum sono in crescita rispettivamente del 123% negli ultimi 6 mesi mentre quello di Bitwise sull’indice delle top 10 crypto del mercato quota nello stesso arco di tempo un incremento dell’117%.

L’obiettivo dei ristrutturatori di FTX è quello di massimizzare la liquidità in mano all’exchange per valutare eventuali ripartenze, che secondo recenti testimonianze potrebbe avvenire già nel Q1 2024.

Quella che sembrava essere una situazione finanziaria disastrosa appena un anno fa, ora sembra essere davvero migliorata.

Alcuni grandi creditori di FTX hanno ricevuto pochi giorni fa offerte OTC sui propri claim pari a 60-65 centesimi per ogni dollaro di credito, in aumento del 30% rispetto ad un mese fa.

Il mercato crede che la società caduta in bancarotta durante la tempesta di novembre 2022 possa tornare ad una condizione economica stabile, tale da garantire un risarcimento del 100% di tutti i debiti rimanenti.

Ad alcuni grandi creditori di FTX vengono offerti fino a 0,60-0,65 dollari per dollaro, segnando un aumento fino al 30% rispetto a circa un mese fa. 

Alla fine di ottobre, alcune operazioni over-the-counter (OTC) di crediti verso i creditori di FTX si sono chiuse a oltre 0,50 dollari per dollaro. 

Lo specialista in crediti di FTX Thomas Braziel ha affermato di ritenere che le prospettive potrebbero continuare a migliorare. “Le richieste di indennizzo dovrebbero avvicinarsi all’orizzonte della ripresa che probabilmente si colloca tra l’80% e il 90% e oltre“, ha affermato.

Sconto sul NAV di GBTC ed ETHE ai minimi degli ultimi anni: le liquidazioni di FTX potrebbero avere un impatto trascurabile

Come già accennato, le condizioni rialziste del mercato delle criptovalute potrebbero ritardare o addirittura spingere a riconsiderare le decisioni di Kroll in merito ad una liquidazione dei beni Grayscale e Bitwise, ancora presenti nei bilanci di FTX.

Non solo, mentre i prezzi di Bitcoin, Ethereum e di molte altre altcoin crescono a vista d’occhio, dobbiamo considerare quella che rappresenta la diminuzione dello sconto sul “Net Asset Value” (NAV) di alcuni trust.

Il NAV indica in gergo il valore patrimoniale di un fondo di investimento, che per sua natura può tranquillamente differenziarsi dal prezzo del sottostante a cui si riferisce e può prezzare dunque uno sconto o un premio rispetto a quest’ultimo.

Nel caso del Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), questo registra attualmente un NAV del -13%, ma a dicembre dello scorso anno era arrivato al -48,5%.

Per quanto riguarda il Grayscale Ethereum Trust, anche qui possiamo osservare la stessa situazione, con lo sconto sul NAV che si è ridotto enormemente negli ultimi mesi, passando da da -60% a -20%.

Questa situazione è influenzata sicuramente dalle dinamiche relative ad una probabile futura  conversione dei trust di Grayscale in degli etf spot, previa approvazione della Securities and Exchange Commission.

In pratica mano a mano che aumentano le probabilità dell’approvazione della  SEC offrire a Michael Sonnenshein la possibilità di convertire i suoi fondi, lo sconto sul NAV dei trust tenderà sempre di più verso lo zero.

Per questo motivo i ristrutturatori di FTX potrebbero attendere di liquidare i beni fiduciari ancora presenti in bilancio, poiché in caso le cose andassero per il meglio, questi varrebbero molto di più rispetto ad ora.

C’è la possibilità che con l’ultima mozione presenta al tribunale, Kroll si stia solo preparando ad un ipotetica approvazione di una lunga serie di ETF spot da parte dell’ente federale, che da una parte spingerebbe in alto il prezzo delle criptovalute sottostanti ai fondi, e dall’altra diminuirebbe lo sconto sui NAV passando eventualmente  anche ad un premium.

Eventuali liquidazioni avrebbero comunque un effetto limitato sulla price action di BTC ed ETH: i volumi spot registrati nel mercato crypto negli ultimi giorni e l’open interest delle posizioni aperte su strumenti derivati, indicano che l’interesse degli investitori è elevato in questo momento.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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