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Crypto News: il Montenegro esplora le “obbligazioni idroelettriche” per finanziare il mining di Bitcoin del Paese

Le ultime crypto  news parlano del primo ministro del Montenegro, Milojko Spajić, e della sua volontà di espandere l’accesso a Bitcoin nel piccolo Paese balcanico.

Il Montenegro in particolare sarebbe pieno di risorse idroelettriche, utilizzate solo in piccola parte, e potrebbe destinare il suo utilizzo al mining della valuta crittografica.

Per finanziare il piano di apertura all’innovazione con hardware ed accumulatori di energia, Spajić potrebbe iniziare ad emettere le cosiddette”hydrobond”  ovvero  obbligazioni pagate in Bitcoin e basate sull’energia rinnovabile.

Il membro del governo Montenegrino  si è incontrato ieri con i dirigenti di JAN3, società tecnologica specializzata nello sviluppo dell’ iperbitcoinizzazione per imprese e stati, per discutere delle opportunità e delle criticità di tale approccio.

Montenegro, se dovesse investire pesantemente nell’estrazione di Bitcoin,  potrebbe diventare a tutti gli effetti  il prossimo El Salvador dell’Europa.

Tutti i dettagli di seguito.

Le ultime news del settore crypto: il Montenegro abbraccia l’estrazione di Bitcoin tramite “hydro bond”

Secondo quanto riportato da  Bitcoin Magazine, Ieri il primo ministro del Montenegro, Milojko Spajić, ha avuto un incontro a porte chiuse con Samson Mow, pioniere della tecnologia blockchain per discutere della possibile apertura del Paese ad una cultura pro Bitcoin.

Mow è CEO di JAN3, società crittografica specializzata in consulenza strategica per aziende e governi che vogliono adottare sistemi di business innovativi incentrati su Bitcoin.

Il nome dell’azienda riprende la data storica del 3 gennaio 2009, giorno in cui lo pseudonimo fondatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto, ha estratto il cosiddetto “Genesis Block” ovvero il primo blocco del network decentralizzato.

Il ministro montenegrino vorrebbe sfruttare la grande risorsa idroelettrica del Paese, costituita da un abbondanza di fiumi e laghi, che in parte è inutilizzata e non viene monetizzata in alcun modo.

Si stima infatti che il potenziale idroelettrico del Montenegro si aggiri nel range 5,6- 6,1 TWh all’anno, di cui però solo il 20% viene sfruttato effettivamente.

L’idea è quella di utilizzare il restante 80% per fare mining di Bitcoin e promuovere l’inclusione finanziaria nel piccolo stato creando una comunità pro-crypto simile a quella sviluppata in El Salvador.

L’unico problema di questa visione lungimirante è l’elevato costo in apparecchiature hardware per accumulare energia rinnovabile e riversare quest’ultima  in macchinari dedicati alla convalida di blocchi ed estrazione di BTC.

Samson Mow ha suggerito al ministro di bypassare questa barriera d’ingresso emettendo obbligazioni, ripagate direttamente in Bitcoin, con cui gli investitori possono finanziare la costruzione di un impianto ad hoc per l’estrazione della criptovaluta.

In un momento storico in cui la moneta decentralizzata si avvicina al suo quarto halving della storia, l’investimento in “hydro bond” potrebbe essere particolarmente remunerativo viste le previsioni del 2024  sui prezzi del mercato crypto 

Secondo quando descritto a fine incontro da JAN3 nel proprio blog aziendale, questa linea d’azione sarebbe un vero toccasana per l’intera economia del Paese.

“L’idea di emettere Hydro Bond legati al mining di Bitcoin ha messo in luce il pensiero innovativo che potrebbe sbloccare nuove strade per la crescita economica.”

La news dell’apertura del Montenegro a sistemi di ottimizzazione energetica basati su Bitcoin potrebbe dare seguito ad approcci simili da parte di altri governi, come ad esempio quello della Serbia, essendo il principe serbo Filip Karađorđević aperto ad eventuali investimenti per favorire l’innovazione crittografica.

Un’opportunità di sviluppo tecnologico e sostenibile per il Paese Balcanico

La news del primo ministro del Montenegro Milojko Spajić e della sua volontà di accelerare l’adozione e l’utilizzo di Bitcoin, è motivata dalle grandi opportunità  sul piano economico-finanziario di cui il Paese gode visto il potenziale presente sul fronte idroelettrico.

Il giovane leader potrebbe essere uno dei primi  ad emettere obbligazioni in Bitcoin basate su energia rinnovabile nonché il primo ad utilizzare al 100% delle risorse innate dello stato balcanico.

A dire la verità c’è un altro Paese che prima del Montenegro ha adottato una strategia rinnovabile simile,  come dimostrato dalla recente approvazione da parte della Digital Assets Commission (CNAD) dei Volcano Bonds in El Salvador.

Il mining di Bitcoin funge da forte incentivo a sfruttare al massimo l’energia rinnovabile inutilizzata da una qualsiasi entità, essendo la pratica ampiamente profittevole qualora non si debba spendere nell’alimentazione da corrente elettrica, che rappresenta spesso  il costo più ingente sostenuto dai miners.

I piani del Montenegro non sono tuttavia limitati a diventare uno dei paesi leader mondiale nell’estrazione di oro digitale, ma sottendono la volontà di esplorare nuove soluzioni per l’adozione mainstream della cultura crittografica tra i propri cittadini.

Spajić ha espresso interesse nel costruire, parallelamente al suo piano “hydro-bond”, una comunità pro-BTC simile a quelle di Bitcoin Beach, Jungle e Lake, che fungono da veri e propri centri d’adozione dove i residenti utilizzano la criptomoneta per transizioni economiche quotidiane

La creazione di una comunità Bitcoin in Montenegro favorirebbe l’innovazione e lo sviluppo commerciale , attirando imprenditori e investitori nel paese. 

Promuoverebbe inoltre l’inclusione finanziaria, fornendo l’accesso alle valute digitali a coloro che tradizionalmente sono stati svantaggiati dalle istituzioni finanziarie tradizionali.

La lungimiranza del Primo Ministro Spajić in questo contesto è rapportata al suo forte background di carattere finanziario; in passato il politico ha lavorato presso Goldman Sachs ed altre istituzioni finanziarie di lustro, ottenendo preziose skills in ambito monetario.

L’augurio per il Montenegro è che possa diventare uno degli hub a favore di Bitcoin più importanti d’Europa e possa risollevare la propria economia grazie al mining delle moneta, le cui previsioni sono in forte rialzo per il prossimo anno.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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