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Ultime news dopo le vendite della Germania e il crollo del prezzo di Bitcoin: attenzione alle scorte in BTC degli altri Paesi

Le ultime crypto news parlano in maniera unilaterale delle recenti vendite dei Bitcoin (BTC) detenuti dal governo della Germania.

A gennaio, il Paese annunciò il sequestro di 50.000 BTC dopo alcune indagine legate al sito di pirateria “movie2k.io”, per attività illecite come violazione del copyright e riciclaggio di denaro.

Oggi, quella somma ammonta a circa 37.000 BTC, con 13.000 unità già vendute dalla Germania dai primi di giugno in poi.

Se eventi di questo genere vi spaventano in quanto potrebbero innescare sell-off nel prezzo di Bitcoin, non avete ancora visto nulla.

Altri Paesi detengono somme ben più grandi in Bitcoin, capaci di mettere gravemente i bastoni tra le ruote al bull market delle criptovalute.

Vediamo tutto nei dettagli di seguito.

Ultime news di mercato: la Germania vende altri 1.400 Bitcoin e porta il totale delle scorte sotto i 40.000 BTC

Le ultime news del mercato crypto sono tutte incentrate attorno alla questione Germania, con il governo tedesco che sta vendendo grandi somme di Bitcoin sequestrati a gennaio.

Secondo quanto riportato dai dati della piattaforma Arkham Intelligence, gli alemanni hanno già liquidato 13.000 BTC dei 50.000 BC in loro possesso, per un controvalore di 742 milioni di dollari.

Al momento della stesura dell’articolo, nei cold wallet rimango ora 37.000 BTC, pari a 2,1 miliardi di dollari.

La fase di vendita è stata avanzata dalla Germania a partire dal 19 giugno 2024 dopo l’ok delle autorità di regolamentazione finanziaria.

Da quel giorno il prezzo di Bitcoin è in calo del 12,5%, evidenziando una sorta di correlazione tra la price action della moneta ed eventi di questo tipo.

Fonte: https://platform.arkhamintelligence.com/explorer/entity/germany

Più nello specifico possiamo vedere come diverse monete del portafoglio della Repubblica Federale Tedesca siano state liquidate proprio in queste ore.

Sempre come riportato da Arkham, notiamo diversi trasferimenti nella notte verso crypto exchange come Coinbase, Kraken, Bitstamp e Flow Traders.

Oggi intorno all’ora di pranzo sono state avanzate altre interazioni, di cui una parte relativa al semplice spostamento verso altri indirizzi privati.

Non sappiamo inoltre se il gestore del portafoglio potrebbe avere anche avuto a che fare con un altro dealer over-the-counter (OTC) o market maker.

Non è dunque scontato che tutti i 13.000 BTC usciti dal cold wallet della Germania siano stati tutti venduti a mercato per FIAT. Le coin trasferite verso gli exchange sono state presumibilmente già vendute, mentre altre semplicemente invitate forse non lo sono ancora.

È chiaro che comunque una buona parte di questi fondi sia destinata ad aumentare la liquidità del “Bundesregierung”, minacciando l’azione dei prezzi di Bitcoin.

Fonte: https://platform.arkhamintelligence.com/explorer/entity/germany

Quanto hanno effettivamente inciso le vendite della Germania  sulla price action di Bitcoin

Gran parte della community crittografica crede che l’impatto delle vendite della Germania abbia causato un crollo dei prezzi di Bitcoin nelle ultime settimane.

In realtà però, osservando i dati dei volumi spot e futures registrati in questi giorni, sembra che ad aver avuto un impatto determinante sia stata solo LA NEWS delle presunte vendite.

La narrativa del potenziale ribasso che sarebbe stato innescato dalle liquidazioni della Germania è stata il vero driver della price action negativa della crypto.

Di fatto il mercato è sempre in cerca di narrative per giustificare le traiettorie dei prezzi in corso, anche senza una connessione giustificata dai numeri.

Osservando il grafico dei volumi spot BTC di The Block, vediamo che la media (7D) dell’ultimo mese ha oscillato tra i 4,3 e i 7 miliardi di dollari al giorno.

In totale dal 19 giugno, giorni in cui la Germania ha iniziato la sessione di vendite, sino ad oggi sono stati movimentati volumi spot su Bitcoin per 109 miliardi dollari

Pur ipotizzando che tutti i 13.000 BTC usciti dal cold wallet della Germania siano stati venduti per un totale di 742 milioni di dollari, ciò implica la responsabilità per appena lo 0,68% di tale cifra.

Fonte: https://www.theblock.co/data/crypto-markets/spot/btc-and-eth-total-exchange-volume-7dma

Prendendo, invece, in esame i dati di Coinglass sui volumi future registrati da BTC dal 19 giugno, possiamo solo che rafforzare la tesi sopra esposta.

Di fatto, il volume nei mercati derivati di Bitcoin è stato stabile intorno alla soglia dei 30 miliardi di dollari giornalieri. L’implicazione delle vendite dirette della Germania rappresenta una quota marginale rispetto quanto veramente movimentato dal mercato

Questi dati mostrano come a volte siano semplicemente le news a creare i presupposti per l’evoluzione dei prezzi di un asset.

In realtà, non sappiamo chi ha causato il drop dei prezzi di Bitcoin, se un’istituzione, i retail o un grande investitore.

Senza scendere in teorie complottiste, ci limitiamo a dire che sicuramente qualcuno ha venduto, la causa dei ribassi non è riconducibile direttamente alle azioni della Germania

Fonte: https://www.coinglass.com/currencies/BTC

Occhio alle riserve in BTC degli altri Paesi: USA, CINA, UK e UCRAINA minacciando il prezzo della crypto per eccellenza 

Se le vendite della Germania non hanno influito in maniera esplicita sul crollo dei prezzi di Bitcoin, quelle di altri Paesi potrebbe invece avere un impatto determinante.

Il governo tedesco non è infatti il maggior detentore di monete crittografiche, e non rientra neppure nella top 3 di questa classifica.

Secondo il grafico di BitcoinTreasuries.net, i governi di tutto il mondo detengono complessivamente 557.773 BTC, per un totale di 32 miliardi di dollari.

Chi per confisca, chi per acquisizione, i Paesi con più BTC custoditi su cold wallet sono i seguenti: al primo posto troviamo gli Stati Uniti con 213.246 BTC, pari a 12,16 miliardi di dollari

Al secondo posto la Cina con 190.000 BTC, equivalenti a 10,8 miliardi di dollari, mentre a chiudere il podio c’è il Regno Unito con 61.000 BTC, per 3,48 miliardi di dollari.

Sopra la Germania troviamo anche l’Ucraina con 46.351 BTC pari a 2,64 miliardi di dollari.

Fonte: https://bitcointreasuries.net/, grafico non aggiornato ad oggi. I BTC detenuti dalla Germania sono in realtà 37.000

Se tutti questi governi iniziassero a svendere i propri Bitcoin allo stesso ritmo di come sta facendo la Germania, allora potremmo attestare un impatto negativo sul prezzo della moneta

Già nei giorni precedenti abbiamo assistito a movimenti sospetti da parte del governo degli Stati Uniti che ha trasferito 237 BTC ad un altro indirizzo.

Il bottino degli States proviene dal sequestro di fondi dell’hacker di Bitfinex e dal sito di droga online Silk Road

Non è detto che il governo statunitense, così come quello cinese, deciderà di vendere per dollari i Bitcoin in possesso.

Tuttavia, la loro presenza su entità crittografiche centralizzate pone un allarme su possibili crolli  di prezzo futuri.

Inoltre, se la news delle vendite della Germania ha innescato un sell-off del 12,5% in pochi giorni su BTC, la narrativa di un evento simile per USA e CINA cosa comporterà?

In queste situazioni è fondamentale rimanere lucidi e seguire le proprie strategie di investimento precedentemente stabilite.

Se non avete una strategia di investimento e vi lasciate trasportare dalle news dei mercati, probabilmente state sbagliando l’approccio a priori.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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