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Jack Dorsey fornisce a Core Scientific un nuovo ASIC chip per il mining di Bitcoin a basso consumo energetico

Secondo quanto rivelato ieri su X, Jack Dorsey e la sua società Block stanno sviluppando una nuova tecnologia ASIC per rendere più efficiente il mining di Bitcoin.

L’ex patron di Twitter ha stretto un accordo con il miner Core Scientific per integrare nuovi chip a 3 nanometri e portare nuova potenza di calcolo alla società di estrazione statunitense.
In totale la nuova flotta dovrebbe aggiungere 15 EH/s all’hashrate di Core Scientific.

Nel frattempo nel resto del mondo prosegue la guerra all’accaparramento dell’energia elettrica per sostenere le attività di mining.

Vediamo tutto i dettagli di seguito.

Jack Dorsey e Block sviluppano una nuova tecnologia ASIC per il mining insieme a Core Scientific

Jack Dorsey insieme alla sua società di servizi finanziari Block, sta lavorando per sviluppare nuovi ASIC super efficienti con chip a 3 nanometri. 

L’intento è quello di migliorare l’industria del mining di Bitcoin portando hardware più efficienti, con alta estrazione e basso consumo energetico.

Proprio ieri è stato annunciato un accordo con il miner nordamericano Core Scientific, che vede Block impegnarsi a rifornire l’operatore con nuovi ASIC.

I nuovi dispositivi con chip a 3 nm saranno costruiti dal team Proto (interno alla società di Jack Dorsey), che avrà il compito di aumentare la capacità di calcolo del minatore.

In particolare questi ASIC dovrebbero aggiungere circa 15 EH/s all’attuale capacità mineraria di Core Scientific pari a 24,6 EH/S.

Così facendo questo noto servizio di mining e hosting di Bitcoin raggiungerebbe una quota pari al 7% della “total hashrate” del network crittografico.

Non è la prima volta che Jack Dorsey si mette in gioco in questo settore: ad ottobre 2021 la sua società Block aveva già iniziato a sviluppare i propri chip a semiconduttore.

Nel 2023 il magnate sostenitore di Bitcoin aveva invece completato un prototipo di ASIC chip a 5 nm, migliorando l’approccio con il mining in un contesto a carenza globale di hardware.

La nuova invenzione dei chip a 3nm potrebbe rendere notevolmente meno costoso estrarre Bitcoin, riducendo di molto il consumo energetico.

Block ha riferito pubblicamente di come il suo impegno nella costruzione di una tecnologia ASIC efficiente sia particolarmente costoso oltre che complesso.

In merito all’accordo con Core Scientific, Thomas Templeton responsabile di Block si è espresso in questo modo:

“Core Scientific è nota per i suoi elevati standard di eccellenza operativa, infrastrutture avanzate e profonda esperienza nel settore minerario. Siamo entusiasti di aprire nuove strade collaborando con un importante operatore minerario per costruire una soluzione di mining unica e su misura che sfrutta i nostri ASIC.”

Decentralizzare il mining di Bitcoin con gli ASIC a basso consumo

Il team Proto, interno alla compagnia Block di Jack Dorsey, è impegnato nella missione di decentralizzare il mining di Bitcoin con ASIC efficienti.

Secondo quanto riportato con l’annuncio di ieri, gli esperti crittografici starebbero lavorando ad una nuova piattaforma di mining modulare con un design chip innovativo.

L’intento è quello di offrire una soluzione affidabile che offra basso consumo di energia e alta capacità di estrazione in tempi brevi.

Il nuovo progetto di Jack Dorsey è progettato per semplificare le esigenze dei miner ottimizzando spazio e consumi. Inoltre i nuovi chip dovrebbero essere compatibili con i dispositivi esistenti, non ASIC, dello stack hardware di Core Scientific.

Proto mira ad aumentare il decentramento degli operatori di mining della rete Bitcoin, offrendo trasparenza e resilienza. Per farlo, oltre allo sviluppo dei già citati chip, sta lavorando su un Kit software di estrazione (MDK) che attualmente è in versione beta.

Questo Kit potrebbe democratizzare l’accesso al mining, offrendo una suite di strumenti aperti a tutti per poter contribuire alla sicurezza del network Bitcoin.

L’accordo con Core Scientific rappresenta un significativo passo in avanti verso questa visione aperta e decentralizzata. I nuovi sistemi ASIC saranno disponibili infatti sia per grandi clienti come il miner statunitense che per piccoli operatori.

Thomas Templeton  aggiunto quanto segue commentando l’ambiziosa visione del team Porto:

“Adottando questo approccio, miriamo a promuovere l’innovazione ed espandere significativamente l’ecosistema hardware di mining bitcoin. Siamo entusiasti di vedere più progetti di diversi tipi e dimensioni che diventano possibili con l’accesso ai nostri sistemi hardware integrati verticalmente e ai chip di mining, in particolare quelli che portano più innovazione nello spazio.”

L’importanza dell’energia elettrica nel mining: Il caso della Malesia e il furto di 723 milioni di dollari di corrente

L’impegno di Jack Dorsey nella costruzione di una tecnologia ASIC più efficiente, è motivato da nuove sfide globali in termini di consumo energetico.

Gli operatori del mining di Bitcoin competono ogni giorno per riuscire ad accaparrarsi il dispositivo il minor consumo possibile a parità di resa.

Questo perché, essendo la competizione alle stelle, solo i grandi player riescono a sopravvivere agli ingenti costi energetici grazie alle loro flotte super ottimizzate e agli acquisti di hardware in lotto.

In Malesia il peso della concorrenza si è fatto sentire assai, soprattutto tra il 2018 e il 2023 quando alcuni miner hanno rubato energia per 723 milioni di dollari.

A diffondere questa notizia è stato Akmal Nasrullah Mohd Nasir, viceministro dell’energia e dell’acqua della Malesia, che ha riportato il comportamento malavitoso del gruppo.

Questo tipo di operazioni hanno danneggiato gravemente sia la capacità energetica della Malesia sia i locali circostanti alle aree colpite.

Nasir in passato aveva presenziato anche ad un evento di smaltimento di circa 2000 strumenti per il mining di Bitcoin, tra cui anche macchine ASIC, per un valore di 467.000 dollari. Non è la prima volta dunque che si imbatte in un terreno simile: in quell’occasione le macchine confiscate erano state schiacciate da un rullo compressore.

Nasir aveva invitato gli altri politici della Malesia a limitare questi atteggiamenti poco etici dei miner spingendo per la trasformazione rinnovabile del Paese.

Secondo quanto riportato dal viceministro i ladri di elettricità riescono a deviare linee elettriche aggirando i contatori della Malesia, creando danni milionari.

Queste le sue parole in conferenza stampa:

“Il furto di elettricità da parte di coloro che estraggono la criptovaluta si verifica perché ritengono che questa attività non possa essere rilevata a causa dell’assenza di contatori nei loro locali, Tuttavia, le società di approvvigionamento energetico hanno vari metodi per rilevare un consumo di energia insolito in un’area.”

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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