Spostati i bitcoin rubati nell’hack a Bitfinex
Spostati i bitcoin rubati nell’hack a Bitfinex
Criptovalute

Spostati i bitcoin rubati nell’hack a Bitfinex

By Alfredo de Candia - 22 Mag 2020

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Come fatto notare da Whale Alert, poco prima dell’alba sono stati spostati alcuni fondi in Bitcoin (BTC), provenienti dall’hack di Bitfinex. 

L’attacco era avvenuto nell’agosto del 2016, ed erano stati rubati circa di 120 mila Bitcoin (BTC).

Sarebbero stati mossi 30 BTC per un valore di oltre 270 mila dollari. I fondi sono stati spostati verso un wallet sconosciuto.

Una cifra simile fu spostata anche l’anno scorso, sempre verso un wallet sconosciuto.

All’epoca dell’attacco il prezzo di bitcoin si aggirava intorno ai $ 600 per un controvalore di oltre 70 milioni di dollari, mentre adesso, dopo 4 anni, la cifra supera senza problemi il miliardo di dollari. Fu una perdita davvero importante per l’exchange, che nonostante tutto ha continuato ad operare.

Una parte, poco meno di 30 BTC, furono recuperati l’anno scorso grazie alle forze governative americane, e questi fondi sono stati convertiti in dollari per pagare i possessori del token RRT (Recovery Right Token) ossia a coloro che avevano perso i propri bitcoin a causa dell’hack.

Con il passare del tempo si sono sviluppati servizi e metodi per poter frenare i criminali, perché uno degli aspetti positivi della blockchain è che non si possono nascondere i movimenti e gli indirizzi e questo consente il tracciamento. Come misure di sicurezza sono stati introdotti dei meccanismi di freezing dei fondi appena questi entrano nei diversi exchange e quindi vengono bloccati, cercando anche di identificare i criminali.

Di recente sono avvenuti altri movimenti simili legati a precedenti attacchi. Per esempio sono stati spostati i fondi rubati a Cryptopia (oltre 5.700 Ethereum) e poi, solo una settimana fa, sono stati mossi i fondi provenienti dall’attacco ai danni di Upbit, poco meno di 10 mila Ethereum (ETH). Ciò dimostra che i criminali sono sempre attivi e cercano di volta in volta soluzioni diverse per poter liquidare le crypto rubate.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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