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Come trasferire criptovalute da Polygon zkEVM ad altre blockchain: bridge nativo e protocolli esterni

In questo articolo vediamo come trasferire crypto asset dalla rete Polygon zkEVM, soluzione di tipo layer-2 di Ethereum, ad altre blockchain utilizzando la piattaforma di bridge nativo ed altre applicazioni di terze parti.

Il bridge nativo implica di depositare ETH o altre criptovalute obbligatoriamente dalla rete Ethereum a quella del rollup di Polygon.

Con i protocolli esterni invece, possiamo passare liberamente per altre chain eseguendo transazioni quasi sempre più rapide ed economiche, a fronte però di una sicurezza dei dati minore.

Quest’ultimi, infatti, aggiungono un rischio di controparte maggiorato in quanto si va ad affidare ad un’entità non controllata da Polygon il compito di trasferire asset da una rete all’altra.

Qual è dunque l’opzione migliore da scegliere? Lo vediamo di seguito.

Che cos’è Polygon zkEVM?

Polygon zkEVM è un layer-2 di Ethereum del tipo ZK-rollup che offre transazioni veloci, economiche e sicure.

La tecnologia zero-knowledge viene combinata con la solidità di Ethereum per ottenere un network ad elevata efficienza con focus sulla stabilità e con la compatibilità EVM.

Le transazioni eseguite sulla rete zk, passano da Ethereum, ma vengono confermate off-chain per permettere un throughput elevato a costo contenuto.

Gli sviluppatori di protocolli costruiti sul  layer-2 brandizzato Polygon sono avvantaggiati rispetto al resto del panorama blockchain perché possono vantare del fattore compatibilità con la macchina virtuale di Ethereum che permette massima interoperabilità tra le parti.

Sul fronte dei bridge, questo fattore permette agli utenti di trasferire asset facilmente da una chain all’altra, senza particolari accorgimenti. Lo stesso vale per chi vuole migrare la propria dapp senza dover riscrivere interamente il codice con linguaggi differenti.

La risorsa crittografica utilizzata come gas token nella rete è  attualmente ETH, ma non in futuro questo privilegio dovrebbe passare a POL (ex-MATIC) al termine del suo processo di integrazione.

L’infrastruttura Polygon ZkEVM è stata lanciata a marzo 2023 e può contare già di un valore bloccato al suo interno pari a circa 100 milioni di dollari.

La chain  di ultima generazione è stata creata con l’intento di rispondere alla crescente domanda di applicazioni decentralizzate ed utenti nel mondo web3, ed ha già raggiunto il suo piccolo successo classificandosi all’interno dei top10 rollup per TVL secondo L2Beat.

Se volete approfondire il discorso, tutti i principi cardine della Polygon ZKEVM e la roadmap dell’ecosistema roadmap della versione 2.0 dell’ecosistema  sono stati pubblicati in un recente blog post di Polygon Labs

Polygon Bridge: il trasferimento cross-chain nativo tra Polygon ZkEVM ad altre blockchain

Il primo modo per trasferire crypto da Polygon ZkEVM ad altre chain è quello di utilizzare il bridge nativo dell’infrastruttura decentralizzata.

Il team di Polygon ha messo a disposizione infatti un propria piattaforma per permettere agli utenti di depositare ETH ed altri asset all’interno della nuova rete, senza passare per applicazioni esterne.

Come anticipato, il bridge nativo supporta solo la blockchain di Ethereum e permette dunque operazioni cross-chain solo di token ERC-20, come ETH, USDT, USDC, DAI, MATIC, AAVE, LINK, WBTC ecc.

Tutto ciò si traduce in costi di commissioni e tempi di attesa nettamente al di sopra delle media rispetto ad altri L2 e L1 più scalabili.

 Ad ogni modo questa è la soluzione più sicura ed efficiente per approdare sulla Polygon ZkEVM e quella sicuramente da prediligere in caso si muovano grandi volumi.

Il Polygon Bridge è disponibile presso questo sito: per utilizzarlo è sufficiente collegare il proprio wallet non custodiale (MetaMask, TrustWallet, Zerion, Rainbow), selezionare il token che volete trasferire, selezionare la quantità e cliccare su “start bridging”.

La transazione richiede la conferma del contratto intelligente e il pagamento di una fees pari a circa 10-12 dollari secondo i prezzi attuali del gas su Ethereum. 

Per prelevare i fondi dalla rete ZK il processo è sostanzialmente identico, con l’unico accorgimento di dover invertire le reti per il trasferimento utilizzando l’apposito simbolo presente al centro del bridge.

polygon bridge

Altri bridge di terze parti 

Come accennato, esistono anche diversi bridge di terze parti che fungono da piattaforme alternative per spostare le nostre crypto da e verso la rete Polygon ZkEVM.

Questi bridge offrono la possibilità di passare per diverse infrastrutture scegliendo quella più comoda per la nostra operazione, pagando spesso commissioni più basse e con tempi di attesa minimi.  

A differenza dunque del Polygon Bridge, qui possiamo godere della vasta scelta che ci offre il panorama blockchain come ad esempio Arbitrum, Optimism, BNB Chain, Starknet, ZkSync, Linea, Immutable, Polygon chain, Avalanche, Base e molti altri ancora.

Ovviamente questo vantaggio è compensato con un aspetto negativo: tutti questi servizi di terze parti infatti sebbene risultino un’opzione più veloce ed immediata negli scambi cross-chain presentano rischi strutturali ben più elevati rispetto ai bridge nativi.

Utilizzandoli si va automaticamente ad affidare i propri asset a servizi che non hanno nulla a che vedere con Polygon ed Ethereum, e che potrebbero avere difetti sul fronte della sicurezza. In sostanza si va ad aumentare quello che è il rischio di controparte.

Di solito si sceglie queste soluzioni più flessibili quando si vogliono bridgare piccole somme .

Tra i protocolli di terze parti più noti ed affidabili  in questo campo troviamo Orbiter Finance, Layerswap, XY Finance e Celer Bridge.

Ognuno presenta delle piccole peculiarità come supportare una chain specifica, permettere trasferimenti con un token in particolare o integrare un supporto per trasferimenti da CEX.

Ad ogni modo funzionano tutti in maniera analoga al bridge nativo: per utilizzare è necessario quindi  connettere il proprio wallet, selezionare una moneta da trasferire, digitare la quantità e cliccare sul pulsante di avvio della transazione

Potete trovare i riferimenti di queste piattaforme, e di altri servizi di nicchia, direttamente sulla pagina del Polygon Bridge sulla voce “Third.Party Bridges”.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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