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Vitalik Buterin riflette apertamente sul futuro di Ethereum: il protocollo dovrebbe aggiungere più funzionalità?

Vitalik Buterin in un post pubblicato il 30 settembre sul suo blog personale ha affrontato temi molto delicati che vedono come topic principale il futuro di Ethereum.

All’interno del suo discorso troviamo riflessioni sulle le sfide e le opportunità che la comunità di Ethereum ha di fronte, specialmente nei campi dei rollup ZK-EVM, nello staking liquido e nelle mempool private.

Possiamo riassumere il succo del discorso in una domanda ben precisa che Vitalik si è posto all’inizio del suo blog: ha senso consacrare più funzionalità nel protocollo o meglio ambire ad una struttura minimalista?

Osservando i cambiamenti del panorama blockchain degli ultimi anni, Vitalik è giunto a 5 lezioni importanti che riflettono il modus operandi con cui questa domanda deve essere trattata e su cui tutto dovremmo prendere ispirazione.

Vediamo insieme tutti i dettagli.

Vitalik Buterin e le riflessioni filosofiche sul passato ed il futuro di Ethereum

Vitalik Buterin, personaggio di lustro nel mondo delle blockchain, ha pubblicato pochi giorni fa un post nel suo personal blog in cui discute di alcuni temi filosofici sul futuro di Ethereum e della sua comunità.

Il fondatore della piattaforma di sviluppo smart contract più famosa al mondo, ha iniziato il post riflettendo sulle priorità che il protocollo si è posto nei primi anni di vita e che ora sembrano essere cambiate con l’evoluzione della società e dell’intero ecosistema decentralizzato su cui orbita Ethereum.

All’inizio infatti la sua blockchain aveva come obiettivo ultimo quello di rendere la struttura portante il più semplice possibile e di fare il massimo sforzo per costruire quante più applicazioni al di sopra di esso.

Nel 2013 l’idea di Vitalik e del suo team iniziale era quella di costruire una macchina virtuale che sarebbe stata azionata tramite una verifica di un blocco che essenzialmente si traduce in una chiamata alla macchina stessa.

Negli ultimi anni però si è manifestato un forte interesse nella comunità a voler includere più funzionalità possibile all’interno del protocollo principale, senza lasciare che fosse il resto del mondo a risolvere le sfide che si creavano nel corso degli anni.

Tra queste troviamo oggi narrative che si concentrano più sul mero tema della scalabilità che da sempre affligge il computer globale di Ethereum ma troviamo esigenze degli utenti che vanno dal semplice scambio di risorse digitali, fino a questioni legate alla privacy, alla sicurezza dell’account, alla resistenza della censura fino ad arrivare alla crittografia avanzata.

La domanda di fondo che Vitalik Buterin si pone nel testo pubblicato è dunque questa:

Il protocollo Ethereum dovrebbe includere più funzionalità?

Proviamo ad entrare più nello specifico riportando le riflessioni di Vitalik per quanto riguarda i settori dei rollup Zk-EVM, mempool privati e staking liquido.

Ethereum dovrebbe sancire più funzionalità nel protocollo? La sfida nel campo dei rollup ZK-EVM

Andando nei singoli spunti di riflessioni citati da Vitalik Buterin sul futuro di Ethereum e sulla necessità di consacrare o meno la struttura del protocollo aggiungendo o rimuovendo funzionalità, possiamo notare quanto segue.

Iniziando dal tema dei rollup Zk-EVM, sempre più presenti come strutture di ridimensionamento del L1 che utilizzano prove di computazione off-chain per alleggerire il lavoro della catena principale, Vitalik affronta la controversia legata alla possibilità di imbattersi in dei bug nei codici ZK.

Molti progetti ZK presentano infatti un “consiglio di sicurezza” da interpellare nel caso di bug dei sistemi di prova. Il dubbio riguarda il modo con cui queste reti rollup debbano gestire il livello di fiducia nei confronti dei sistemi di prova  e nel consiglio di sicurezza.

La strada sembra essere orientata verso l’assegnazione di sempre meno poteri a questi organi fatti di persone che ragionano al di fuori delle informazioni dei blocchi.

Si pensa di iniziare a supportare versioni “quasi EVM” con codice personalizzato provato da altri sistemi che possano fungere da ibrido per queste complicazioni.

In conclusione, consacrare gli ZK-EVM rappresenta sia promesse che sfide: al momento la tecnologia di base è ancora immatura ed è  necessario un controllo umano straordinario.

Mano a mano che la tecnologia evolve potrebbero essere aggiunte progettazioni più complesse.

Mempool privati e staking liquido

Passiamo ora il tema delle mempool private: con l’avanzare della notorietà dei MEV bot su Ethereum, Vitalik Buterin e l’intera community hanno iniziato a pensare a soluzioni alternative per evitare i danni causati da attacchi come il frontrunning delle transazioni.

Essendo al momento le mempool pubbliche e visibili da chiunque, un MEV può facilmente “corrompere” pagando più fees del dovuto e scegliendo l’ordinamento delle tx che desidera vengono eseguite per ottenere vantaggi economici a danno dell’utente finale.

Per risolvere questo problema ( che in realtà porta anche dei benefici ai DEX come minore spread dei prezzi e stabilità dei protocolli di lending) alcuni sviluppatori hanno pensato ad una sorta di mempool privata che possa mantenere crittografate le transazioni degli utenti fino al momento in cui vengono incluse in un blocco, taglio così le opportunità di profitto per i MEV.
Il problema, tuttavia, è che schemi come questo richiedono un particolare tipo di crittografia: che, semplificando,  deve auto-decrittografarsi una volta che la transazione viene effettivamente accettata in modo irreversibile.

Purtroppo in questo contesto non esiste un’unica soluzione sufficientemente affidabile da poter essere praticamente accettata nel livello 1. 

Pertanto, consacrare la funzionalità dell’anti- frontrunning al livello 1 sembra una proposta difficile almeno fino a quando la crittografia ritardata non sarà perfezionata. Anche in questo caso dunque la complessità della struttura di Ethereum è vista positivamente ma abbiamo ancora bisogno di tempo e di compromessi.

Infine, sul fronte dello staking liquido le riflessioni di Vitalik Buterin sono legate al rischio di centralizzazione futura di cui Ethereum potrebbe soffrire vista la crescita di alcuni protocolli come Lido e RocketPool.

La soluzione più immediata nel breve termine è quella di convincere la community ad utilizzare una varietà di fornitori per far sì che un singolo ente non diventi troppo grande.

L’esperimento è già in partenza fallito, visto che diversi provider hanno fatto appello agli stakers, senza successo, cercando di eliminare parte del marketshare di Lido che ad oggi ammonta al 32%.

Visto che la pressione moralistica non ha funzionato, Vitalik lascia aperte le porte per una semplice creazione di  un token “staking ETH” fungibile nel protocollo, il cui possesso garantirebbe accessi alla governance per scegliere chi gestisce i nodi.

Ci sono in realtà altre strade percorribili più complesse per risolvere il pericolo di centralizzazione del sistema come dei comitati di depositanti casuali che votano off-chain per decidere la gestione dei nodi, ma ciò minerebbe il concetto di potere collettivo.

Mentre crescono le idee e le preoccupazioni per questo tema delicato, Vitalik conlcude dicendo semplicemente che la strada da percorrere non è solo bianca o solo nera ma esiste la possibilità di “sancire alcune cose, lasciare altre cose agli utenti”.

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Le 5 conclusioni che Vitalik Buterin ha tratto dalle riflessioni sul futuro di Ethereum

Vitalik Buterin, al termine del suo post arriva fornendo delle conclusioni sulla base delle osservazioni fatte in precedenza riguardo il futuro di Ethereum e i dubbi sulla necessità di consacrare o meno più funzionalità possibili all’interno del protocollo.

Di seguito riassumiamo 5 interessanti linee di pensiero di Vitalik:

1- Per capire se consacrare è giusto o meno è necessario essere coscienti del fatto che le blockchain sono sistemi sociali e non sono piattaforme di personal computing.
Riflettere in questo senso potrà aiutare in futuro a dare delle risposte alle sfide che si presenteranno.

2- La consacrazione delle funzionalità può aiutare a evitare i rischi di centralizzazione in altre aree dello stack. Tuttavia una consacrazione eccessiva può mettere a dura prova la fiducia e la governance del protocollo e compromettere la neutralità di Ethereum

3-  Una via di mezzo tra consacrazioni minima e consacrazione completa di tutte le funzionalità potrebbe essere la strada giusta percorribile nel frattempo che la tecnologia evolve. Questa vale soprattutto per lo staking liquido

4-La consacrazione può rivelarsi controproducente a lungo termine, poiché le esigenze degli utenti sono imprevedibili. Funzionalità che oggi riteniamo indispensabili potrebbero rivelarsi non molto utilizzate nei prossimi anni

5- Potrebbe essere decisamente vantaggioso semplificare alcune funzionalità o addirittura eliminarle, come ad esempio le pre compilazioni che ottimizzano i contratti per risparmiare tempo e tariffe del gas. 

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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