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Analisi del prezzo di Bitcoin: il sentiment del mercato torna neutrale con BTC sotto i 40.000 USD

Ieri, Bitcoin è sceso al di sotto dei 40.000 USD, stabilizzando gli animi dei crypto investitori dopo che l’euforia aveva fatto irruzione nel mercato con l’approvazione dei primi ETF spot in USA: ecco le ultime analisi del prezzo di BTC.

Bitcoin torna sotto i 40.000 USD: le ultime analisi del prezzo

Ieri alle ore 20 italiane, Bitcoin ha bussato alla porta dei 40.000 USD riportando il suo prezzo al di sotto del fatidico livello, mentre le ultime analisi segnalano un terreno fertile per un follow down ribassista.

Nella giornata di ieri, BTC ha perso complessivamente il 4,84% passando dai 41.500 USD ai 39.500 USD registrando un volume di trading spot superiore ai 29 miliardi di dollari.

La violenta sessione di forti vendite ha colpito Bitcoin e  l’intero mercato delle criptovalute, è iniziata allo scoccare della mezzanotte di lunedì 22 gennaio quando la moneta arancione ha perso l’EMA 50 su time frame 1h e registrato un’accelerazione del trend  a ribasso.

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A dire il vero l’origine del dump è datata giovedì 11 gennaio, giorni in cui gli spot ETF Bitcoin sono comparsi nelle borse valori degli Stati Uniti, offrendo agli investitori americani un veicolo di investimento sicuro e regolamentato per fare compravendite del cryptoasset.

In quell’occasione il prezzo di BTC ha toccato inizialmente un massimo locale a 48.900 USD, per poi precipitare chiudendo la giornata a 46.700 USD.

L’analisi degli scambi dei giorni seguenti mostra senza ombra di dubbio una direzionalità ampiamente ribassista, con la maggior parte delle vendite che interessano i deflussi dal Grayscale Bitcoin Trust (GBTC).

Il fondo di investimento crittografico è infatti il principale protagonista del ritracciamento dei prezzi di inizio anno, avendo liquidato una media di 16.000 BTC al giorno, riducendo le sue holdings da  619.000 BTC a 536.00 BTC.

Ad ogni modo, a differenza di come raccontato dai media mainstream, non è Grayscale stessa che sta speculando sul mercato delle criptovalute andando a vendere le proprie risorse, ma sono gli investitori che hanno aperto  precedentemente posizioni tramite di essa che stanno procedendo alle liquidazioni.

I motivi in tal senso possono essere legati in parte da un bias ribassista che li spinge a premere il tasto “sell”, e dalla volontà di ridurre i costi di gestione del proprio ETF essendo le commissioni di Grayscale estremamente sopra la media degli altri fund manager.

Gran parte delle vendite di GBTC sono infatti intenzionate semplicemente a cambiare gestore: tutto questo non cambia comunque l’outlook dei Bitcoin ETF che vedono una maggiorazione dei deflussi rispetto agli afflussi di capitali.

Analisi dei prezzi e sentiment del mercato crypto

Provando a delineare un’analisi del prezzo di  Bitcoin che è da poco tornato sotto i 40.000 USD, possiamo rilevare con facilità  una condizione di attuale debolezza che sta favorendo il gioco degli orsi.

Dopo un Q4 2023 estremamente positivo per tutto il settore crittografico, BTC che è cresciuto di oltre il 50%, ecco che arriva il momento di scontare tutto l’entusiasmo accumulato.

L’indicatore “Supertrend” dopo ben 115 giorni torna a tracciare una tendenza rossa nel grafico di Bitcoin, evidenziando quella  che potrebbe essere l’inizio di una fase ribassista prolungata.

Rispetto a Novembre 2023 vediamo una forte divergenza bearish tra il prezzo della crypto e il “Relative Strenght Index” (RSI), che contemporaneamente si sta avvicinando in zona iper venduta su time frame giornaliero.

I volumi di mercato si mantengono invece mediamente elevati, senza offrire particolari indizi sull’azione dei prezzi.

Sebbene ora non sia facile individuare un punto di supporto per BTC, possiamo immaginare che se la domanda non dovesse farsi sentire a breve, potremmo facilmente visitare i 36.000 USD prima che il re del mercato decida la mossa seguente.

In caso di recupero, la soglia dei 44.000 USD farà da spartiacque tra le speranze dei tori che sognano di vedere un nuovo massimo storico quest’anno, e le grinfie degli orsi che tentato di abbattere la moneta.

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Sul fronte del sentiment di mercato, è chiaro come tutta l’euforia delle scorse settimane stia piano piano scemando.

Non siamo ancora arrivati ad una condizione di terrore, ma potremmo giungerci qualora i ribassi sul prezzo di Bitcoin dovessero continuare imperterriti per le prossime settimane.

Analizzando i dati offerti dal “Fear and Greed Index” di Alternative.me possiamo  osservare come la neutralità faccia da padrone in questo preciso momento.

Ricordiamo tuttavia che questi dati si riferiscono alla giornata di ieri, dunque in realtà oggi il sentiment potrebbe essere leggermente più negativo.

Ad ogni modo notiamo come lo scorso mese l’indicatore segnava un valore di fiducia e serenità sul mercato pari a 71, mentre ora ci troviamo a 50, in balia delle fluttuazioni sempre più consistente di Bitcoin e delle altre crypto.

Per i prossimi giorni le analisi del prezzo di BTC e del sentiment non offrono spunti chiari e non forniscono informazioni riguardo uno specifico livello su cui prendere posizioni, ma indicano con forte probabilità che la volatilità bidirezionale continuerà ancora, perlomeno per tutta la fine del mese di gennaio.

Liquidazioni ed open interest su Bitcoin

Essendo l’analisi del prezzo di Bitcoin alquanto inadeguata per fornire previsioni accurate, concentriamoci sui mercati derivati e verifichiamo cosa ci suggeriscono gli indicatori dell’ open interest e delle liquidazioni.

Secondo i dati offerti da Coinalyze, l’open interest di Bitcoin, ovvero la somma delle posizioni derivate (corte o lunghe) aperte in questo momento sul crypto asset, si trova a 10,3 miliardi USD.

Nei precedenti 50 giorni di contrattazioni, questo indicatore è oscillato tra gli 11 miliardi USD e i 12,5 miliardi USD, toccando oggi il livello più basso.

Questo non è di per sé un buon segno: ci indica che l’interesse per le speculazione sta andando via via scemando, in uno scenario tipico da mercato ribassista.

Ad ogni modo è ancora presto per tirare conclusioni visto e considerando che l’open interest è di gran lunga superiore ai valori registrati a settembre 2023 quando Bitcoin registrava un prezzo di 25.000 USD.

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Per quello che concerne le zone di liquidazione dei traders in leva, possiamo facilmente rilevare un livello di prezzo che risulta fondamentale per la price action futura di Bitcoin.

Stiamo parlando dei 42.000 USD, zona di prezzo chiave dove notiamo la presenza maggiore di potenziali liquidazioni per gli operatori di Bybit e anche di altri exchange.

Ciò significa che se il prezzo di Bitcoin dovesse tornare sopra ai 42.000 USD potremmo assistere ad uno short squeeze che spedirebbe la crypto su un livello decisamente più altro, verosimilmente intorno ai 45.000 USD, prima di una nuova ipotetica risalita.

Nei prossimi giorni sarà fondamentale osservare come reagirà il re del mercato di fronte allo scivolone degli ultimi giorni e monitorare gli indicatori dei mercati derivati per capire come evolverà la situazione.

Nel frattempo occhio alla leva finanziaria perché in questo momento la volatilità è alta e imprevedibile.

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Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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