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Gli NFT del protocollo Ordinals e i token BRC-20 potrebbero rendere più profittevole il mining di Bitcoin

In questi giorni sta esplodendo la moda degli NFT sul protocollo Ordinals e dei token fungibili BRC-20 che insieme stanno sospingendo le attività del Bitcoin mining, rendendo il business più profittevole.

Cosa comporta tutto ciò sul network di Bitcoin e quali vantaggi/svantaggi si riflettono sull’utente finale?

Analizziamo la situazione in maniera approfondita.

Che cosa sono gli NFT di Ordinals e perché potrebbero incentivare il mining di Bitcoin?

L’aggiornamento Taproot del protocollo Bitcoin, andato live a novembre 2021, ha cambiato totalmente le carte in tavola per il network di Satoshi Nakamoto, elevando la privacy delle transazioni per gli utenti e migliorando il lato scalabilità e sicurezza.

Da quella implementazione  di due anni fa sono stati fatti passi in avanti, grazie anche all’avvento di Ordinals, protocollo che ha permesso l’emissione di NFT e token nativi direttamente sulla blockchain di Bitcoin.

Sebbene queste funzionalità siano generalmente praticabili tramite l’utilizzo di smart contract, come avviene sulla rete Ethereum, in questo caso le condizioni sono totalmente differenti.

L’idea di base di Ordinals, protocollo ideato da Casey Rodarmor, sviluppatore di Bitcoin Core, consente di “iscrivere” su singoli satoshi dati come immagini, video e testi, rendendo di fatto “unico nel suo genere” ogni singolo sat a cui vengono aggiunte queste informazioni.

In questo modo il problema dell’assenza di contratti intelligenti sul network di Bitcoin è stata oltrepassata, spingendo molti utenti a creare artefatti digitali stile NFT e token fungibili.

Il risultato è stato sorprendente: milioni di dati sono stati trascritte sulle singole unità minime di BTC (i satoshi), aumentando le fee pagate per usufruire dell’infrastruttura di Bitcoin ed elevando la dimensione media dei blocchi che vengono pubblicati sulla chain.

I miner stanno ringraziando Casey Rodarmor visto che ora la percentuale di introiti derivanti dalle fee di transazione rappresenta circa il 12% rispetto al totale guadagnato da chi pratica questa attività: si tratta di un valore 8 volte superiore a quello del 23 aprile, giorno in cui è scoppiato il trend di Ordinals.

Ricordiamo che dal mining di Bitcoin si guadagna in due modi: in primis dalle block reward, che sono fisse ma variano in base a meccanismi predefiniti come l’halving o l’adjustment della difficulty e secondariamente dalle fee pagate dagli utenti per avere priorità di esecuzione delle transazioni e per includere dati aggiuntivi su ogni blocco generato.

Non sappiamo se la mania di Ordinals rappresenta una moda passeggera o se la community crypto continuerà a modificare satoshi iscrivendo dati di qualsiasi tipo.

Tuttavia, se questo trend dovesse continuare questo si tradurrebbe in un enorme incentivo per i miner a continuare a svolgere la loro attività e assicurare la sicurezza del network aumentando l’hashrate totale della blockchain.

bitcoin percent miner revenue fees
Grafico della percentuale di revenue dei miner dalla fee

Uno sguardo agli introiti del mining di Bitcoin: l’avvento degli NFT e dei token BRC-20 rappresentano davvero un “game changer”?

Cerchiamo di osservare più da vicino gli effetti lato mining derivanti dall’avvento di Ordinals e dagli NFT e token fungibili BRC-20, che sono stati creati fino ad ora sulla blockchain di Bitcoin.

L’aumento delle fee medie di transazioni è stato un evento provvidenziale per i miner che in questo momento più che mai hanno bisogno di un sostegno, visto il pericolo di nuove minacce provenienti dagli Stati Uniti.

Il CEO di Yield App, Tim Frost, ha affermato che i minatori di Bitcoin potrebbero essere tassati dal governo USA a causa dell’impatto energetico e delle emissioni di Co2 generate dagli hardware utilizzati in questa attività.

“I miner di Bitcoin stanno affrontando nuove minacce negli Stati Uniti sotto forma di una nuova proposta della Casa Bianca per tassare un equivalente del 30% dei loro costi energetici per coprire i “danni che impongono alla società”

In più considerando che il prossimo halving di Bitcoin è atteso per il 27 aprile 2024 ( o meglio all’altezza del blocco 840.000), i miner inizieranno a breve a guadagnare la metà delle coins che vengono attualmente mintate ogni 10 minuti circa.

L’esplosione del trend di Ordinals e l’aumento delle fess per iscrivere dati sui satoshi, che costa all’incirca 50 dollari per ogni milione di bytes aggiunto, è stato un toccasana per il settore del mining e potrebbe aumentare di molto i guadagni di chi ci lavora se solo questa mania continuasse nei prossimi mesi.

Pensate da quando il protocollo Ordinals è andato live, sono stati pagati circa 9 milioni di dollari in fee esclusivamente per creare NFT e token BRC-20, un surplus davvero notevole.

ordinals fees paid
Totale delle fee pagate sul protocollo Ordinals

Il mero profitto delle compagnie che praticano questo business, fino a poco fa  dipendeva  molto dal prezzo di Bitcoin e dalla quantità di coin emesse per ogni blocco pubblicato sulla chain, mentre le fee delle transazioni influivano poco rispetto alla revenue totale dei miner.

Se solo le inscription continuassero a questo ritmo, e se il prezzo di BTC non registrasse grossi decrementi, nei prossimi mesi potremmo assistere finalmente ad un’inversione di un trend che vede i guadagni dei miner più o meno sempre stabili, in un range che va dalle 600 alle 1200 coin al giorno

Il livello da osservare per capire se l’avvento degli NFT e dei token BRC-20 sulla blockchain di Bitcoin rappresenta davvero un game changer è quello dei 1200 BTC: se rotto, potrebbe iniziare una nuova era, fatta di blocchi più pesanti e miner più ricchi.

revenue bitcoin mining btc
Grafico dei profitti dei miner di Bitcoin in BTC

Lato esperienza utente invece questo trend potrebbe essere visto negativamente: sebbene infatti i miner guadagnino da questa situazione, gli utenti vedono le proprie transazioni costare sempre di più, ed a volta proprio bloccate all’interno della mempool vista la competizione del resto del mondo nel pagare commissioni maggiori ed avere priorità sull’esecuzione.

In questo momento ci sono circa 220.000 transazioni ferme all’interno della mempool che aspettano di essere aggiunte ad un blocco ed eseguite una volta per tutte.

Chissà se in futuro qualche altro artefatto digitale riuscirà a risolvere questo problema, applicando la filosofia degli zkrollup e delle scalabilità raggiungibile con la processazione di transazioni off-chain

Per ora gli utenti sono davvero infuriati con Ordinals e con chi sta speculando su questo trend.

bitcoin mempool
Parametri della mempool di Bitcoin

Come sta reagendo il prezzo di Bitcoin con il trend di Ordinals: opportunità di buy?

Bitcoin non sembra aver reagito particolarmente all’esplosione del trend degli NFT di Ordinals e dell’aumento della profittabilità del mining.

La criptovaluta  attualmente segna un prezzo di circa 29.000 dollari sul grafico, con una capitalizzazione di mercato pari a  563 miliardi di dollari e un volume nelle ultime 24 ore di 16,7 miliardi di dollari.

La fase rialzista dei prezzi è iniziata ben prima dello scoppio della mania degli NFT e token BRC-20, ovvero all’inizio di gennaio 2023 e negli ultimi giorni abbiamo assistito a piccoli incrementi di prezzo.
Il risultato è abbastanza ovvio se pensiamo che per ogni inscrizione viene utilizzato solamente un satoshi, ovvero una centomilionesima parte di una coin BTC, dunque i mercati non vengono privati di grandi quantità di monete.

Gli effetti positivi sul prezzo potrebbero vedersi in futuro grazie all’incremento delle  richieste per utilizzare il network e più in generale grazie all’aumento dell’utilità dell’infrastruttura.

Infatti, se la blockchain diventasse più simile ad Ethereum, come “computer globale per il mondo”, Bitcoin sicuramente inizierà a beneficiare delle maggiori funzionalità presenti.

Al momento le attività speculative sono concentrate altrove, principalmente sui nuovi token fungibli BRC-20 la cui marketcap ha superato i 125 milioni di dollari.

L’opportunità di buy, in questo contesto, potrebbe esserci proprio in questa nicchia di mercato, oppure in una visione più tradizionale della finanza, nelle stock di aziende quotate che svolgono mining in maniera industriale.

brc-20 token
Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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