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I Tether su Tron potrebbero superare quelli su Ethereum

I Tether dollar (USDT) emessi sulla blockchain di Tron potrebbero presto essere più di quelli emessi su Ethereum. 

Infatti i token USDT esistono su diverse blockchain. Inizialmente esistevano solo sulla blockchain di Bitcoin, grazie al protocollo Omni, poi però sono sbarcati anche su Ethereum, e successivamente su Tron, EOS, Liquid, Algorand, SLP e Solana. 

In totale ad oggi risulterebbero esserci in circolazione quasi 46 miliardi di USDT, di cui il 50% sulla blockchain di Ethereum. 

Da quando sono stati emessi anche su Ethereum questi hanno preso il sopravvento, tanto che ormai ad esempio su Omni ve ne sono solamente meno del 3%. 

Tuttavia Ethereum da un po’ di tempo a questa parte soffre di un problema che rende gli USDT meno fruibili, ovvero costi di commissione elevati sulle transazioni, e tempi di esecuzione non rapidissimi. 

Ormai servono almeno 10$ di gas per poter avere una buona certezza che una transazione su Ethereum venga convalidata in tempi brevi, e questo sicuramente nuoce soprattutto alle transazioni di importi inferiori. 

Invece le transazioni su Tron hanno costi di commissioni nettamente inferiori, e migliore velocità di esecuzione. Da quando Tether ha emesso USDT anche su Tron questi spesso sono stati preferiti a quelli su Ethereum. 

Tether, 22 miliardi di USDT su Tron

Ad oggi la società ha emesso quasi 22 miliardi di USDT sulla blockchain di Tron, ovvero più del 46% di tutti gli USDT emessi. 

Pertanto la maggior parte dei nuovi token USDT emessi da Tether viene emessa ormai sulla blockchain di Tron, tanto che potrebbe non passare molto tempo prima che questi superino per numero quelli emessi su Ethereum. 

In effetti anche confrontando i numeri relative al totale delle transazioni giornaliere registrate sulle due blockchain, da un po’ di tempo a questa parte Tron supera Ethereum, probabilmente proprio per l’inferiore costo del gas. 

Oltretutto anche la criptovaluta nativa di Tron, TRX, sembra stia beneficiando di questo utilizzo, visto che ad esempio nell’ultima settimana il suo prezzo è cresciuto più di quello di ETH. 

Tuttavia TRX non ha ancora raggiunto il massimo storico di 0,3$ di gennaio 2018, mentre ETH ha già ampiamente superato i picchi toccati in quello stesso mese.

Prezzo Dogecoin, +80%: la gif di Elon Musk

Il prezzo di Dogecoin sta salendo: oggi la criptovaluta segna +79%, raggiungendo il valore di 0,13 dollari e toccando un nuovo record storico.

Niente male per la criptovaluta nata per scherzo. Stavolta però non c’entrano nulla i tweet di Elon Musk. Da un po’ infatti il CEO di Tesla non commenta le performance di Dogecoin.

Ma oggi, quando il rialzo era ormai stellare, ha postato una gif che mostra un cane di tipo Shiba Inu in una smorfia particolare che sa tanto di goduria:

https://twitter.com/elonmusk/status/1382267664895070209?s=20

Nel frattempo #doge è anche diventato un hashtag di tendenza su Twitter, il che dimostra che Dogecoin è diventata una criptovaluta più che conosciuta.

Non è facile capire cosa ci sia dietro al rialzo di oggi. Sicuramente tutto il mercato è in positivo sebbene tra le prime 100 nessuna crypto abbia la performance che sta registrando oggi DOGE. 

Il mercato sta vivendo un momento di particolare fermento legato alla quotazione di Coinbase sul Nasdaq. L’azienda del più importante exchange di criptovalute degli Stati Uniti tra poco farà il suo debutto in borsa con il ticker COIN, ed è la prima importante società crypto a misurarsi nel mercato azionario. 

La quotazione di Coinbase consacra il settore delle criptovalute portandolo nel mondo dell’alta finanza e questo, comprensibilmente, si sta ripercuotendo sul mercato.

La performance del prezzo di Dogecoin

Dogecoin non è ancora listata su Coinbase, nonostante le richieste arrivate direttamente da parte di Elon Musk. Ciò nonostante, la criptovaluta oggi sta volando. 

A dicembre DOGE valeva poco più di 3 millesimi di dollaro. Nei giorni movimentati dai pump di WallStreetBets, anche Dogecoin era incrementata di valore fino a toccare i 7 centesimi di dollaro per poi scendere. Ma quello che sta succedendo oggi è ancora più sorprendente. 

Da 5 centesimi, Dogecoin è lievitata fino a 13 centesimi, per la gioia di chi ha sempre creduto in DOGE. A partire da Elon Musk, che con i suoi tweet ironici ha contribuito alla popolarità della criptovaluta nata per scherzo. 

The Cryptonomist: nuovo appuntamento oggi su Clubhouse con Morgan

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Oggi, 14 aprile, alle ore 13 si terrà la in diretta una nuova room su Clubhouse organizzata da Amelia Tomasicchio, direttore della nostra rivista, per parlare di NFT e come questa tecnologia sta modificando il settore dell’arte e del collezionismo.

La room vede la partecipazione di alcuni tra i più grandi esperti del settore in Italia di Non Fungible Token tra cui Federico Izzi e Andrea Concas e anche due artisti di NFT di ambito musicale, ovvero il musicista Morgan e l’artista italo-americano KOR3.

Con loro si parlerà di NFT, con attenzione alla rivoluzione che i non fungible tokens stanno apportando al settore artistico, sia per quanto riguarda l’arte contemporanea che la musica.

Durante la diretta è possibile alzare la mano e prendere la parola per condividere riflessioni o porre domande agli ospiti.

In generale, ogni settimana si terrà una room su Clubhouse organizzata da The Cryptonomist per continuare sul filone di crypto e marketing. La nostra azienda, infatti, si occupa anche di marketing, social media management e altri servizi di promozione digitale per startup e aziende del mondo blockchain.

Per il momento Clubhouse è disponibile solo come app per iOS ma questa guida potrebbe aiutarvi ad usare l’app anche su Android.

Clicca qui per partecipare all’evento gratuito.

Kraken: in arrivo l’IPO. La conferma di Jesse Powell

Il CEO di Kraken, Jesse Powell, ha confermato che la società potrebbe sbarcare in borsa con una IPO

Durante un’intervista a FOX Business, Powell ha detto che Kraken sta lavorando per lanciare a breve la propria IPO, ma ha aggiunto che le crescenti normative sono un ostacolo potenzialmente preoccupante.

La IPO di Kraken entro fine 2021

Powell ricorda che i regolatori statunitensi storicamente sono stati tra i più severi a livello globale, e rivela che stanno mettendo le aziende statunitensi in una posizione di svantaggio. Infatti il CEO di Kraken afferma che la società ha spesso a che fare con SEC e CFDC, e che queste agenzie chiedono regolarmente di eliminare prodotti che invece non sono in grado di far eliminare alla concorrenza estera. 

A tal proposito ha detto: 

“Potremmo essere costretti a lasciare il paese a causa di un’eccessiva regolamentazione, o da parte delle forze dell’ordine che non parlano con i politici e non hanno, in qualche modo, una strategia nazionale sulle criptovalute”. 

Tuttavia ha confermato che l’azienda sta lo stesso cercando di lanciare la sua offerta pubblica entro la fine dell’anno, in particolare nella seconda metà del 2021, ma è ancora tutto da decidere. 

Powell ritiene che gli Stati Uniti potrebbero diventare dominanti nel mercato crypto, ma potrebbero anche rimanere indietro a causa della concorrenza estera meno soggetta a tali restrizioni. 

Non bisogna dimenticare che il più importante exchange crypto del mondo, Binance, non ha sede negli USA, e sebbene offra i propri servizi agli statunitensi con un’apposita piattaforma dedicata solo al mercato USA, all’estero in effetti trova minori barriere alla sua evoluzione ed espansione. 

Infatti Powell dichiara che Kraken starebbe prendendo in considerazione anche l’ipotesi di trasferirsi a Tokyo, nel Regno Unito o negli Emirati Arabi Uniti, dove le normative sulle criptovalute sono molto solide, ma favorevoli alle imprese. Inoltre ha citato il nuovo studio dell’ex direttore della CIA, Michael Morell, che ha evidenziato come Bitcoin sia poco utilizzato per le transazioni illecite, per avvertire il governo che dovrebbe preoccuparsi di più della possibilità che gli USA vengano superati dalla Cina. 

Oggi è il giorno della quotazione in borsa dell’altro grande exchange crypto statunitense, Coinbase, e questo trend che vede le aziende crypto sempre più interessate ad entrare a far parte a pieno titolo del sistema finanziario tradizionale sembra davvero suggerire che per le criptovalute stiano finendo i tempi pionieristici del selvaggio west, e stiano iniziando ad entrare a far parte di quel sistema che fino a poco tempo fa le teneva a debita distanza.

Dan Morehead: prezzo di bitcoin a 115.000$ ad agosto

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Secondo il CEO di Pantera Capital, Dan Morehead, il prezzo di bitcoin potrebbe arrivare a 115.000$ ad agosto. 

Lo ha rivelato su Twitter, dove ha scritto: 

“Un anno fa avevamo previsto che Bitcoin raggiungesse 62.968$ questa settimana. Lo ha appena fatto.

Questo rally di Bitcoin è ESATTAMENTE come quelli dei precedenti cicli dell’halving. Probabilmente raggiungerà 115.000$ entro agosto”. 

https://twitter.com/dan_pantera/status/1381971190479130628

Morehead linka anche la lettera agli investitori che inviò l’anno scorso ad aprile in cui, analizzando il rapporto stock-to-flow ed ipotizzando che il ciclo dei precedenti halving avrebbe potuto ripetersi anche dopo quello di maggio 2020, ipotizzava un picco del prezzo di bitcoin a 115.212$. 

Nel tweet invece condivide un’immagine che mostra la proiezione del prezzo di bitcoin da maggio 2020 ad agosto 2021, in cui al 15 di aprile si mostra un prezzo di 62.968$, ovvero molto vicino a quello attuale. 

Precisazioni sulle previsioni di Dan Morehead sul prezzo di Bitcoin

Va tuttavia detto che le altre proiezioni riportate in questa tabella non si sono rivelate molto corrette, visto che ad esempio a metà dicembre il prezzo di bitcoin era ancora di molto inferiore ai 32.000$, ed a metà marzo era ben superiore ai 52.000$, ma nella terza colonna Morehead mostra come queste proiezioni si siano rivelate semplicemente slittate di qualche settimana in avanti o indietro nel tempo. La più lontana dalla realtà è stata quella di 13.000$ di metà luglio, avveratasi solamente 15 settimane dopo. Invece quella di metà aprile si è rivelata sostanzialmente corretta. 

Quindi anche la proiezione di 115.000$ a metà agosto potrebbe in realtà slittare ed avverarsi settimane prima, o dopo, ed è necessario sottolineare che potrebbe anche non avverarsi affatto. 

In effetti questa tabella mostra una proiezione di fatto lineare mentre la curva del prezzo di bitcoin raramente lo è. 

Infine va ricordato che 115.000$ è una cifra molto vicina anche a quella indicata dal grafico del modello stock-to-flow elaborato da PlanB, secondo cui alla fine di agosto 2021 il prezzo di bitcoin potrebbe raggiungere i 102.000$.

Craig Wright in tribunale per il copyright del whitepaper di Bitcoin

La COPA (Crypto Open Patent Alliance) ha trascinato Craig Wright in causa in un tribunale inglese per fare in modo che sia un giudice a stabilire che il sedicente Satoshi Nakamoto non detiene il copyright del whitepaper di Bitcoin

Lungi dall’esserne turbato, Craig Wright ha invece accolto positivamente questa iniziativa, dichiarando: 

“Questo è esattamente quello che volevamo accadesse da un po’ di tempo e sono molto contento che questo ente abbia accettato di andare in tribunale perché ora posso avere le mie credenziali giudicate legalmente. Mi darà anche la possibilità di evidenziare esattamente perché BTC non è Bitcoin come stabilito dal Libro Bianco il cui copyright sarà ora, finalmente, definito”. 

E conclude:

“Va da sé che questo ha enormi ramificazioni per Coinbase, la loro IPO e il suo valore”.

La vicenda

Il Whitepaper di Bitcoin è stato redatto nel 2008. Ma fino al 2019 nessuno ha mai pensato di registrarlo. Lo ha fatto Craig Wright, che ha registrato presso lo US Copyright Office sia il whitepaper che il codice di Bitcoin. Questa sua mossa rientra nei tentativi che da anni sta portando avanti per dimostrare di essere l’inventore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. Per la verità, pochi credono a questa sua versione. 

Nel gennaio di quest’anno ha deciso di reclamare i diritti d’autore sul whitepaper di Bitcoin minacciando di azioni legali il portale Bitcoin.org proprio perché pubblica integralmente il whitepaper di Bitcoin.

La tesi di Craig Wright è semplice: il whitepaper di Bitcoin e BTC come lo conosciamo oggi non sono la stessa cosa. Bitcoin si è molto distaccato dal progetto del whitepaper. Al contrario, Bitcoin Satoshi Vision (BSV), la criptovaluta nata da un fork di un fork di Bitcoin, e sostenuta da Craig Wright, è stata sviluppata riportando fedelmente quanto indicato dal documento redatto da Satoshi Nakamoto. 

L’ultimo episodio di questa storia è datato 12 aprile, quando la COPA, cioè l’alleanza creata da Square di Jack Dorsey per diffondere blockchain e criptovalute tutelando i loro brevetti, ha deciso di fare causa a Craig Wright. L’obiettivo, in linea con la mission dell’alleanza, è difendere coloro che sono stati minacciati da Wright per aver pubblicato il whitepaper di Bitcoin.  

Craig Wright, il copyright di Bitcoin e l’IPO di Coinbase 

Della COPA fa parte anche Coinbase, che proprio oggi debutta in borsa. In teoria, se la causa andasse male per COPA, secondo Craig Wright, ci sarebbero conseguenze gravi anche per Coinbase. Infatti, secondo questo ragionamento, Coinbase, così come le altre aziende membre del COPA (Kraken, Blockstream, per citarne alcune), hanno tutto l’interesse di vedere associato BTC al “vero Bitcoin”, quello narrato nel Whitepaper. 

Se un giudice arrivasse a stabilire che il vero Bitcoin è BSV e non BTC, la valutazione stessa di Coinbase ne risentirebbe. In un momento in cui BTC è all’apice della sua gloria con il record di prezzo a 63.000 dollari, e Coinbase è uno degli exchange principali dove scambiare BTC, una sentenza che dichiarasse che BTC non rappresenta quel che voleva Satoshi Nakamoto, potrebbe avere risvolti pesanti. 

Ad ogni modo, fa sapere Craig Wright, le sue azioni non intendono oscurare il whitepaper di Bitcoin, al contrario, 

il Dr. Wright e i sostenitori di BSV preferirebbero che più persone leggessero il whitepaper, per vedere che BTC non rappresenta la sua visione”.

 

Binance lista lo stock token di Coinbase (COIN)

L’exchange Binance ha annunciato di voler listare il Coinbase Stock Token (COIN), cosa che avverrà direttamente oggi, 14 aprile. Il trading della COIN sarà in pair con la stablecoin di Binance BUSD.

Proprio oggi, infatti, alle ore 15.30 italiane, Coinbase sbarcherà in borsa con una sorta di Initial Public Offering, anche se il termine IPO è improprio perché non è la società a mettere in vendita le proprie azioni ad un determinato prezzo.

Le azioni Coinbase saranno presenti sul NASDAQ con il ticker COIN e così Binance ha deciso di tokenizzare le azioni mettendole in vendita sul proprio exchange, come ha fatto con Tesla qualche giorno fa. 

Lo stock token di Coinbase su Binance

Pochi giorni fa, infatti, Binance aveva annunciato un suo nuovo prodotto: gli stock token, ovvero token che rappresentano le azioni di compagnie quotate in borsa

Ed il primo ad essere listato è stato TSLA, sempre in pair con BUSD. Nel primo giorno si sono già avuti volumi pari a circa 10 milioni di dollari, quindi è chiaro che Binance abbia tutto l’interesse di continuare con questa attività ora lanciando il tanto atteso COIN di Coinbase.

La “IPO” di Coinbase

Qualche settimana fa è stato pubblicato un report con i numeri dell’exchange americano. Questi dati, aggiornati al 31 marzo 2021, dicono che Coinbase vanta 56 milioni di utenti verificati, per una media di 6,1 milioni attivi mensilmente. 

La piattaforma gestisce 224 miliardi di dollari, l’11,3% del market cap totale. Di questo totale, 122 miliardi appartengono ad istituzioni che hanno deciso di investire in criptovalute.

Per questi motivi, anche se sicuramente i numeri potrebbero essere stati recentemente gonfiati grazie all’attuale bull run, ci si aspettano grandi cose dall’entrata in borsa di Coinbase. 

Non è però ancora noto quale sarà il prezzo iniziale di vendita, anche se alcune stime suggerirebbero un prezzo di circa 400$ per singola azione.

Anche Mastercard si butta sulla Blockchain

Dopo Visa, anche Mastercard finalmente entra convinta nel settore blockchain.

Lo fa annunciando una partnership ufficiale con ConsenSys per “potenziare il futuro del commercio”. 

ConsenSys è un’importante società informatica che sviluppa software proprio in ambito blockchain, fondata da Joseph Lubin, ex COO di Ethereum Switzerland, con sede a New York ed uffici a Washington e San Francisco. Fornisce strumenti e servizi per supportare l’ecosistema Ethereum aiutando gli sviluppatori a costruire le reti di prossima generazione in modo da realizzare infrastrutture e tecnologie finanziarie più potenti.

In particolare ha prodotto ConsenSys Quorum, ovvero un protocollo open source che consente alle aziende di sfruttare Ethereum per le loro applicazioni blockchain. 

La strategia multi-blockchain di Mastercard

Mastercard ha deciso di lavorare con ConsenSys all’interno della propria “strategia multi-blockchain”, utilizzando proprio ConsenSys Quorum. 

L’azienda dichiara di non avere attualmente in programma di supportare ETH, ovvero la criptovaluta nativa di Ethereum, ma solamente di sfruttare la tecnologia di questa infrastruttura di rete utilizzando Quorum per creare una propria infrastruttura premissioned. 

Sebbene non abbia rivelato cosa intendono sviluppare, è però lecito immaginare che possa avere a che fare con il proprio circuito di pagamento, magari con la creazione di smart contract, o l’emissione di una stablecoin. 

Il vicepresidente esecutivo di Digital Asset e Blockchain Products & Partnerships di Mastercard, Raj Dhamodharan, ha dichiarato: 

“Il passaggio accelerato dei servizi finanziari alla blockchain continua a rimodellare il modo in cui aziende, governi e persone effettuano transazioni in tutto il mondo in tempo reale. Il nostro investimento in ConsenSys ci consentirà di accelerare la nostra innovazione blockchain e di supportare un numero crescente di clienti che stanno attivamente sviluppando applicazioni su Enterprise Ethereum e sfruttando tecnologie e comunità open source”.

Joseph Lubin ha aggiunto: 

“I prodotti di ConsenSys sono i principali punti di accesso a Ethereum per sviluppatori, imprese e consumatori. La scarsità digitale, la trasparenza e il regolamento finanziario automatizzato che utilizzano gli standard degli asset digitali interoperabili di Ethereum stanno aiutando ad accelerare l’innovazione finanziaria in una varietà di settori, che vanno dagli NFT alle valute digitali delle banche centrali. Siamo molto entusiasti di lavorare con il team di risorse digitali e blockchain di Mastercard per guidare la convergenza delle tecnologie finanziarie tradizionali e basate su blockchain”. 

Va tuttavia aggiunto che l’impegno di Visa in questo settore sembra essere ad uno stadio già molto più avanzato.

Bitcoin: nuovo record storico per il prezzo di BTC

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Dopo giorni di attesa anche Bitcoin spicca il volo, e per la prima volta raggiunge il nuovo record di 63.000 dollari.

Era da esattamente un mese che le oscillazioni ingabbiavano il prezzo in un canale laterale di 10.000 dollari e BTC sembrava assistere impotente ai record assoluti delle principali altcoin messi a segno nell’ultima settimana.

Oggi si registrano anche nuovi record storici per Ethereum che sale a 2.230. Come Bitcoin, oggi Ethereum guadagna il 4%. 

La giornata storica viene coronata anche da un forte rialzo di XRP che vola oltre il 20% conquistando la vetta del podio come miglior rialzo di giornata tra le prime 100. XRP vede 1,70 dollari, il livello più alto dalla metà di gennaio 2018, salendo da inizio anno di oltre il 600%. 

La giornata viene caratterizzata anche da forti volumi che per la prima volta dopo oltre un mese salgono oltre i 750 miliardi totali. Con scambi sopra i 10 miliardi di dollari per Bitcoin, è la seconda giornata del mese con questo picco di volumi.

Nonostante i nuovi record battuti quotidianamente negli ultimi 4 giorni, il movimento è accompagnato da bassi volumi. Nelle ultime 24 ore ETH registra volumi poco sopra i 4 miliardi di dollari, meno di Ripple (XRP) e Binance Coin (BNB). 

La finanza decentralizzata, sostenuta dai record dei prezzi, vede il TVL sfiorare i 54 miliardi di dollari, il livello più alto di sempre, che dai livelli di fine gennaio, vede raddoppiare il totale del valore bloccato.

Bitcoin (BTC), record a 63.000 dollari

Bitcoin per pochi minuti rompe il muro dei 63.000 dollari. La rottura del precedente massimo storico di metà marzo fa saltare le posizioni al ribasso. In meno di mezz’ora le ricoperture fanno guadagnare al valore del Bitcoin oltre 1.000 dollari. 

Trovandosi in un terreno inesplorato per la 4° volta dall’inizio dell’anno è necessario capire nelle prossime ore la tenuta dei livelli di supporto di breve e medio periodo. 

Ethereum (ETH), record a 2.230 dollari

Per Ethereum i nuovi record di oggi che spingono il prezzo per la prima volta a 2.230 dollari, confermano la ripartenza in anticipo del nuovo ciclo trimestrale. Il buon andamento delle ultime due settimane allontana i pericoli di inversione trend. La soglia di attenzione al ribasso da monitorare è a 1.900 dollari che coincidono con i precedenti massimi di febbraio ora diventati cruciali area di supporto.

Bitcoin Gold sale del 300% in 1 mese

A metà marzo 2021, Bitcoin Gold (BTG) segnava un valore di soli 30 dollari, mentre oggi il suo prezzo si staglia sopra i 110 dollari, con un valore quindi triplicato nel corso degli ultimi 30 giorni.

Certo questo asset è ancora ben lontano dal suo all time high di 539 dollari raggiunto nell’ottobre del 2017 al suo lancio, ma in ogni caso si tratta di una performance non indifferente.

Cos’è Bitcoin Gold e perché il prezzo sta salendo?

BTG è un fork di Bitcoin che ha preso il via nel 2017 e che attualmente ha 90693 follower su Twitter, quindi un progetto che ha preso piuttosto piede e che troviamo sempre più spesso nei trend di Google.

Al contrario di Bitcoin Cash, che è ormai il fork più conosciuto di Bitcoin e con la maggiore capitalizzazione di mercato, BTG è sicuramente meno conosciuto, così come – forse ancor meno – Bitcoin Diamond.

In realtà, questo rally del prezzo di Bitcoin Gold potrebbe essere un errore visto che la banca di investimento brasiliana (BTG) Pactual ha stretto un accordo con l’exchange dei fratelli Winklevoss Gemini.

Questa omonimia potrebbe aver spinto qualche investitore a investire quindi nel progetto sbagliato.

Secondo Anita Posch, autore dell’omonimo podcast su Bitcoin, si tratterebbe proprio di un errore dei trader, come ha scritto sul suo profilo Twitter:

Infatti, quando anche Bitcoin Gold ha pubblicato suoi annunci di novità e update questo non ha avuto un successo del genere a livello di prezzo. Il suo livello di volatilità, comunque, non è certo tra i più bassi del settore visto che si attesta sul 30%.

Ovviamente si tratta di una teoria, e potrebbe anche trattarsi di un rialzo dato dalla stagione delle alt season più in generale. In un mercato altamente bullish come quello attuale, è quindi possibile che diverse criptovalute stiano salendo senza un vero motivo apparente.