Bitcoin, gli NFT, i metaversi: Il 2021 del settore crypto
Bitcoin, gli NFT, i metaversi: Il 2021 del settore crypto
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Bitcoin, gli NFT, i metaversi: Il 2021 del settore crypto

By Eleonora Spagnolo - 26 Dic 2021

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Il 2021 nel settore crypto sarà ricordato come l’anno dei record e delle nuove tendenze: dagli ATH di molte criptovalute, tra cui Bitcoin ed Ethereum, passando per il boom degli NFT fino al ban della Cina, ecco i 10 fatti che hanno segnato l’anno che sta per finire

I 10 fatti che hanno segnato il settore crypto nel 2021 

Il record di prezzo di Bitcoin

Il 2021 è stato un anno straordinario per tutto il mercato, con una bullrun caratterizzata da importanti record di prezzo per tutte le criptovalute. Spicca Bitcoin, che, dopo il record di fine dicembre 2020, quando aveva toccato nuovamente i 20.000 dollari, è andato oltre.

Ad inizio anno l’annuncio di Tesla di aver investito Bitcoin ha portato la regina delle criptovalute ad un rally che l’ha vista toccare i 63.000 dollari. Poi è arrivata la marcia indietro di Elon Musk e poi ancora il ban della Cina, e la conseguente discesa. Fine della bullrun, avranno pensato in molti. E invece no perché ad ottobre BTC ha preso a salire fino a sfiorare i 69.000 dollari lo scorso 10 novembre. 

L’aumento di Bitcoin impallidisce di fronte all’ottima performance di Ethereum. L’altcoin per eccellenza ha iniziato l’anno a 736 dollari ed è arrivata a lambire i 5.000 dollari il 16 novembre, quando la sua scalata si è fermata a 4.900 dollari. 

Se i timori per l’inflazione persistono e il mercato degli NFT e la DeFi confermano il loro andamento, c’è da scommettere che nel 2022 Bitcoin ed Ethereum continueranno a segnare nuovi record. 

Il boom degli NFT

Se il 2020 è stato l’anno della DeFi, il 2021 può dirsi l’anno degli NFT. I non-fungible token esistono da anni in realtà. L’esempio più noto sono i CryptoKitties, ma anche i celeberrimi CryptoPunks sono datati 2017. Ma nel 2021 quella degli NFT è diventata una vera e propria mania. Le statistiche dicono che il mercato ha realizzato volumi per 13 miliardi di dollari e che si sono registrate quasi 8 milioni di vendite primarie e 6,3 milioni di vendite secondarie.

A trascinare il settore NFT anche l’ingresso di personaggi famosi.  In principio fu Jack Dorsey che ha tokenizzato il suo primo tweet vendendolo all’asta per 3 milioni. Ma fanno parte di questo mondo l’attrice Katy Perry, brand come Nike e Adidas, e campioni dello sport tra cui ex glorie del calcio come Alessandro Del Piero, Christian Vieri e Gabriel Batistuta. Merita una menzione anche il regista Quentin Tarantino che ha tokenizzato alcune sequenze del suo film cult Pulp Fiction, incappando in problemi legali. Perché questo apre una questione: di chi sono i diritti d’autore di un’opera trasportata su blockchain? La giurisprudenza è chiamata a rispondere.

L’anno degli addii

Il 2021 sarà ricordato anche come l’anno degli addii. Jack Dorsey si è dimesso come CEO di Twitter. Dopo aver fondato uno dei social network più noti, lo scorso 29 novembre Dorsey ha annunciato di lasciare Twitter, non prima di aver introdotto i tips con Lightning Network. Nel suo futuro c’è Block (ex Square), l’altra azienda che ha fondato e che vuole contribuire alla diffusione di Bitcoin.

Qualche giorno dopo dalle parti di Meta (ex Facebook), anche David Marcus ha annunciato l’addio alla società e al progetto Novi, il wallet che dovrebbe custodire la criptovaluta di Facebook, Diem, che ancora non viene lanciata sul mercato. Nel suo post di commiato Marcus ha parlato di un progetto stimolante dove c’è ancora molto da fare. Chissà se Diem arriverà nel 2022. 

L’ultimo addio è quello di Justin Sun alla sua creatura: Tron. A suo dire, Tron ha raggiunto la piena decentralizzazione. Per lui si apre la carriera diplomatica. Rappresenterà Grenada (l’isola caraibica dove vive da anni) presso il World Trade Organization.

L’anno dei meme stock: il caso Gamestop

Il 2021 è stato anche l’anno che ha rivoluzionato la finanza che si è democraticizzata. È successo grazie ad un’app, Robinhood, ad un social network, Reddit, e ad un gruppo, WallStreetBets. Questi tre ingredienti sono convogliati in una direzione: Gamestop

L’azienda è una catena di negozi di giochi. Incapace di adattarsi ai cambiamenti imposti dall’epoca digitale, Gamestop era sull’orlo del precipizio. Gli hedge fund compravano le sue azioni allo scoperto e scommettevano sul loro calo. Finché un gruppo nutrito di trader “retail” che si riuniva nel forum WallStreetBets su Reddit ha deciso di pompare le azioni GME, comprandole in massa. Ne è nato uno short squeeze che ha fatto impennare il prezzo delle azioni di Game Stop mettendo in crisi un paio di hedge fund improvvisamente a corto di risorse e con un debito massiccio dovuto alla crescita del valore di azioni che avevano preso in prestito. 

Dopo Gamestop è stata la volta di AMC, e il mondo ha iniziato a parlare di meme-stock: azioni di imprese che apparentemente valgono poco, che all’improvviso esplodono. Grazie alle app e ai social network la finanza è ora di tutti. 

2021 settore crypto
Il 2021 è stato l’anno delle memecoin

Le meme coin: da Dogecoin a Shiba Inu

WallStreetBets ha trovato il suo naturale approdo anche nel mondo delle criptovalute, pompando anche in questo caso, una criptovaluta apparentemente sotto traccia: Dogecoin

DOGE, nata per scherzo nel 2013, era già popolare grazie ai tweet di Elon Musk. Ma con i successivi pump pilotati da WallStreetBets, ha conosciuto un’importante ascesa di prezzo, fino al record di 73 centesimi messo a segno a maggio. Per la cronaca, ad inizio anno DOGE valeva solo 4 millesimi di dollaro.

L’ascesa di Dogecoin ha scatenato la nascita di altre meme coin. Una su tutte ha scalato la classifica di Coinmarketcap: Shiba Inu. Come DOGE, anche SHIBA utilizza l’omonimo cane come logo. Come DOGE, SHIBA non ha una sua utilità, ma ha un obiettivo: essere la Dogecoin-killer. Ma a differenza di Dogecoin non gode del sostegno di Elon Musk. Resta una delle criptovalute attualmente più discusse, protagonista di alti e bassi nel mercato, che per un momento l’hanno anche portata a coronare il suo sogno: superare Dogecoin. Ma è durato poco. Vedremo se nel 2022 Shiba Inu saprà scalzare il dominio di Dogecoin. Entrambe dovranno comunque guardarsi le spalle dalle centinaia di altre meme-coin che sono nate nel frattempo.   

La Cina banna il mining di Bitcoin

A rendere tormentato questo 2021 ci ha pensato la Cina, che lo scorso maggio ha messo al bando il mining di Bitcoin. La decisione è arrivata come un terremoto sul mercato, provocando dei crolli repentini nel prezzo di BTC dopo il precedente record di aprile a 66.000 dollari. 

Per il prezzo si è trattato solo di una battuta d’arresto. Per il mining invece tutto è cambiato. La Cina, da leader mondiale nel mining di Bitcoin, ora ha azzerato il suo hashrate. I miner si sono spostati verso altri lidi: Kazakistan, Stati Uniti, Russia. Resta il problema dell’alto utilizzo di energia e della necessità di fonti green. Ma questa è una questione che ora non riguarda più Pechino.  

El Salvador adotta Bitcoin come valuta legale

Per un paese che banna Bitcoin, ce n’è un altro che lo adotta. È El Salvador, nazione da poco più di 6 milioni di abitanti in America Centrale. Grazie alla “Ley Bitcoin” e alla felice intuizione del presidente Nayib Bukele, dal 7 settembre Bitcoin è diventato valuta legale e ora convive con il dollaro. Questo vuol dire che in El Salvador si può pagare ovunque in Bitcoin o in dollari, si può anche venire pagati in Bitcoin (o in dollari). 

La scelta si è rivelata un successo almeno per l’adozione. Complice un bonus da 30 dollari in Bitcoin, la popolazione ha scaricato in massa il wallet Chivo. In più il presidente Bukele ha iniziato a comprare Bitcoin ad ogni ribasso di mercato, costruendo un fondo con cui progressivamente ha disposto la costruzione di ospedali e scuole

Nonostante lo scetticismo del resto del mondo, El Salvador si sta rivelando un esperimento su larga scala dell’uso di Bitcoin. E non è escluso che nel 2022 altri paesi possano seguire l’esempio. 

Craig Wright vince la causa contro Ira Kleiman

Il 2021 si sta per chiudere e la community crypto ancora non ha la certezza di chi abbia inventato Bitcoin. Chi sperava che la sentenza della causa tra Craig Wright e Ira Kleiman desse almeno un indizio, è rimasto deluso. 

Nella sentenza, Craig Wright è stato condannato a risarcire 100.000 dollari alla famiglia del suo ex socio defunto Dave Kleiman, ma non dovrà dare la metà dei Bitcoin contenuti nel Tulip Trust, i wallet dove sono contenuti 1 milione di BTC minati nella cosiddetta Satoshi Era. 

La sentenza condanna Craig Wright per questioni di diritto d’autore, ma non dice nulla in merito al possesso e all’identità di chi ha effettivamente minato quei BTC. Se lo avesse fatto, la verità giudiziaria avrebbe potuto riscrivere la storia di Bitcoin, sancendo che dietro Satoshi Nakamoto si nascondesse effettivamente Craig Wright, come l’imprenditore australiano sostiene da tempo. 

Whatsapp testa Novi

Chiudiamo questa carrellata di notizie con le ultime due che rilanciano verso l’innovazione. I pagamenti digitali stanno arrivando su Whatsapp, questo almeno lascia intendere la news che annuncia che l’app di messaggistica sta testando Novi, il wallet sviluppato da Meta e che deve accogliere la criptovaluta Diem. Il test è in corso negli Stati Uniti e sta consentendo ad un numero limitato di utenti di scambiarsi denaro via app. 

Quando finirà la fase di test e la feature sarà implementata definitivamente, inizierà un’altra epoca per i pagamenti, e chissà che non coinvolga anche le criptovalute. 

Da Meta ai metaversi

Infine, il 2022 si preannuncia come l’anno del metaverso. A sancire questa tendenza è stata Facebook che ha cambiato il suo nome in Meta, preannunciando l’intenzione di dedicarsi alla costruzione del social in realtà virtuale.

Anche il mondo degli NFT ha trovato nel metaverso il suo approdo naturale. Alcuni progetti erano già realtà ancora prima del lancio di Meta, come Decentraland e The Sandbox, e non è un caso che i loro token siano lievitati nel prezzo. 

Altri si stanno sviluppando e nel 2022 promettono di contribuire ad un cambiamento radicale: far incontrare il genere umano in uno spazio virtuale abbattendo le distanze in un ambiente simulato.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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